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Silvio Berlusconi costretto a scusarsi coi magistrati per le offese a Napoli: "Non succederà più"

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"Non succederà più": non è una citazione dell'omonimo brano di Claudia Mori, ma la promessa di Silvio Berlusconi al giudice del tribunale di sorveglianza di Milano Beatrice Crosti. L'ex premier, che sta scontando l'anno di pena residua per la condanna nel processo Mediaset ai servizi sociali, è stato praticamente costretto a scusarsi per le frasi pronunciate nei confronti dei magistrati durante un'udienza al Tribunale di Napoli nel processo a carico del faccendiere Valter Lavitola.

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Ascoltato in qualità di testimone, Berlusconi sbottò contro i giudici con parole molto dure nonostante gli fosse stato intimato dal Tribunale di Sorveglianza di non offendere la magistratura, pena la revoca dell'affidammento ai servizi sociali: "La magistratura è incontrollata e incontrollabile, irresponsabile e ha l'immunità piena" aveva dichiarato l'ex Cavaliere nel tentativo di sottrarsi alle domande del pm.

Un caso che gli è costato un richiamo e una convocazione da parte del giudice Crosti, che ha concesso al leader di Forza Italia i servizi sociali presso la struttura di Cesano Boscone. Un incontro breve e riservato, che non era stato annunciato, per un colloquio di circa un'ora nell’ufficio del magistrato di Sorveglianza, al settimo piano del Palazzo di Giustizia di Milano. Incontro durante il quale Berlusconi ha dovuto promettere che l'episodio di una settimana fa resterà un caso isolato.

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Secondo le prime ricostruzioni, come riporta Repubblica, il fondatore di Forza Italia sarebbe stato redarguito e richiamato alle sue responsabilità: "Questo non è un gioco", avrebbe detto il giudice, ricordando a Berlusconi che "i magistrati non sono solo quei pochi di cui legge sui giornali, ma sono tanti e lavorano".

Dal canto suo Berlusconi avrebbe scelto un basso profilo, cercando di attenuare lo scontro. Le frasi pronunciate a Napoli? "Una battuta", si è giustificato sdrammatizzando. Poi le scuse all'indirizzo della magistratura con l'assicurazione che un episodio del genere "non si ripeterà più". Per il momento dunque, Berlusconi se la cava con un semplice richiamo: le frasi diffamatorie, per le quali era stata valutata l'opportunità di un'indagine contro Berlusconi per il reato di oltraggio a un magistrato in udienza, per il momento non gli costeranno la revoca dell'affidamento ai servizi sociali.

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