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Silvio Berlusconi e il ritratto impietoso di Newsweek

'Sex scandal'. O meglio. 'Latest sex scandal'. Queste sono le parole che più di frequente la stampa estera associa al nostro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E queste parole sono state usate dal settimanale americano Newsweek che ha dedicato al nostro premier diverse pagine.

Il settimanale statunitense prende di mira le varie escort, minorenni e ballerine che di sovente 'gironzolano' accanto a Berlusconi e critica pesantemente la discriminazione femminile che ne consegue. Dalle pagine del settimanle Newsweek l'Italia non ne esce di certo bene, ad emergere agli occhi del mondo sono i vari scandali sessuali e i gravi eventi che di tanto in tanto riempiono le pagine dei giornali, come l'incuria nei confronti dei beni culturali del Paese.

Negli articoli pubblicati dal settimanale sono inequivocabili le accuse lanciate al nostro Paese: 'Questo è il modo in cui il governo lavora in Italia. Nessuna responsabilità. Nessuna vergogna. Nessuna attenzione a un Paese che si sta sgretolando'. Newsweek poi, però, afferma: 'Il primo ministro Silvio Berlusconi, che ha mostrato un talento miracoloso nel sopravvivere alle accuse di corruzione e a quelle secondo le quali vive come un imperatore romano, sembra improvvisamente aver perso il suo tocco. Certamente sta perdendo i suoi sostenitori più importanti'.

Il settimanale ricorda, poi, l'ultimo scandalo sessuale che ha coinvolto il nostro presidente del Consiglio. Ossia il tanto discusso 'Bunga Bunga', il rituale sessuale che Berlusconi avrebbe appreso dal leader libico Gheddafi. Gli scandali stanno intaccando la credibilità di Berlusconi e anche il mondo dell'economia sembra voler, piano piano, prendere le distanze dal nostro premier e Newsweek ricorda le difficoltà che il nostro Paese sta affrontando proprio da un punto di vista economico. Citando il recente crollo della Domus dei Gladiatori a Pompei, il settimanale americano afferma: 'Il disastro potrebbe essere non così drammatico come è stato quello di Pompei, ma se i leader italiani non cominciano a prestare maggiore attenzione ai bisogni del Paese, prendendo decisioni importanti e di responsabilità, il futuro di milioni di persone potrebbe essere ridotto in cenere'.

Newsweek affronta anche il ruolo delle donne nel nostro Paese e sostiene che la televisione abbia contribuito e contribuisca a creare una crescente discriminazione. Il settimanale afferma: 'Questa è la prima serata in Italia. Una parata di temi pruriginosi, un'espressione del marciume evidente proprio ai vertici del governo, un riflesso del problema più profondo della società rispetto al ruolo delle donne'. Il settimanale americano lamenta l'eseguità delle proteste a quest'immagine degradante della donna che sempre più viene offerta. Secondo Newsweek si tratterebbe di una situazione che Berlusconi potrebbe aver creato grazie al fatto che il 95 per cento del mercato televisivo è sotto il suo controllo e per questo è difficile fare una stima di quanto gioco abbia la sua influenza nel modo in cui le donne sono viste e vedono loro stesse. E mentre altri Paesi europei promuovono attivamente l'uguaglianza di genere come un pilastro della prosperità nazionale, Berlusconi ha guidato la carica nella direzione opposta, relegando le donne con la creazione di un modo di vederle solo come oggetti sessuali'.

Newsweek ricorda poi che sono state proprio le tv di Berlusconi ad aver aperto la strada alle show girl, alle veline, e oggi molte di loro hanno valicato gli studi televisivi e sono arrivate anche in Parlamento. E secondo quanto emerso da vari sondaggi, le ragazze di oggi sognano un futuro nel mondo dello spettacolo, magari proprio in tv, piuttosto che diventare avvocati, medici, imprenditrici. Del resto il messaggio che passa è che con la tv i soldi sono facili. Il settimanale americano parla di 'cultura dell'harem di Berlusconi'. Newsweek conclude affermando: 'E' chiaro che la caduta di Berlusconi, se avverrà, indebolirà la commistione negativa fra politica, media e discriminazione di genere. Ma perché ci siano reali progressi bisognerà riprogrammare il modo di pensare degli italiani, uomini e donne. E non basterà cambiare canale'.

 (foto © LaPresse)

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