Excite

Silvio Berlusconi, il discorso in Parlamento

  • LaPresse

Alla fine il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha preferito presentarsi in Parlamento a mercati chiusi. Il premier ha iniziato la sua informativa alla Camera sulla crisi economica (leggi la notizia) dicendo: 'Abbiamo fondamentali economici solidi'.

Come si era ipotizzato, Berlusconi ha parlato delle banche, sostenendo che sono liquide e sovibili, della manovra approvata dal governo che ha assicurato l'obiettivo del pareggio, della solidità del sistema politico e dell'importanza della coesione, soprattutto in momenti difficili, come sottolineato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il presidente del Consiglio ha quindi affermato che la crisi deve essere fronteggiata con coerenza e fermezza, senza seguire i nervosismi dei mercati. L'obiettivo perseguito deve essere quello della crescita. A tal proposito il premier ha detto: 'La crescita economica e l'occupazione è la conseguenza di una positiva convergenza dei comportamenti responsabili degli attori sociali. Per questo ci adopereremo per un'intesa con le parti sociali sui modi per realizzare una efficace unitá d'intenti'. Coesione, dunque. Per l'appunto, unità d'intenti.

Nel corso dell'intervento, poi, Berlusconi ha parlato anche del suo ruolo da imprenditore sottolineando: 'Sono un imprenditore che ha tre aziende in Borsa, sono anche io nella trincea finanziaria, conscio di quel che accade sui mercati'. Parole che in Aula hanno sollevato fischi e proteste.

Il premier ha poi parlato dell'incontro di oggi con le parti sociali e ha detto: 'il governo proporrà una collaborazione per la stabilità, per la crescita e la coesione sociale che dovrà accompagnare il processo di riforme presentato nel maggio scorso in Europa'. Il presidente del Consiglio ha quindi evidenziato che la crescita economica e l'occupazione sono conseguenza dell'azione di attori economici e sociali. E' per tale ragione che il governo si adopererà per un'intesa con le forze sociali volta a realizzare una efficace unità di intenti su quattro punti: la manovra, gli investimenti, il ruolo delle banche nei finanziamenti e le relazioni industriali nel settore privato e in quello pubblico.

Berlusconi ha parlato della delega fiscale, dicendo che è necessario attuarla in tempi brevi, e ha citato lo sblocco dei fondi del Cipe, riferendosi in particolar modo alle opere infrastrutturali da realizzare al Sud. A proposito del debito pubblico, il premier ha detto: 'Siamo consapevoli che oggi l'Italia ha il quarto debito del mondo, il 120 per cento rispetto a prodotto interno lordo'. Ma al Senato, rispondendo a chi alla Camera gli aveva chiesto perché la crisi colpisca l'Italia in maniera più forte rispetto agli altri Paesi, ha anche aggiunto: 'Si tratta di un'eredità che ci è stata consegnata dai governi precedenti che dal 1978 al 1980 hanno moltiplicato per molte volte il debito pubblico'.

Nel corso del suo discorso il presidente del Conisglio ha fatto sapere di aver firmato due decreti relativi al tetto europeo agli stipendi di eletti e vertici amministrativi e ai limiti all'utilizzo di auto blu. Berlusconi ha poi voluto sottolineare il fatto che i mercati 'non valutano correttamente il merito di credito'. E ha detto: 'Le valutazioni degli investitori non tengono nel giusto conto la solidità del nostro sistema bancario, la situazione patrimoniale delle famiglie e delle imprese, l'andamento dei conti con l'estero, l'assenza di squilibri nel settore immobiliare, la politica di bilancio rigorosa nella crisi'.

Il presidente del Consiglio ha quindi affermato: 'Governo e maggioranza hanno approvato una manovra diretta ad assicurare l'obiettivo del pareggio di bilancio entro il 2014, condizione che determinerà una progressiva diminuzione del debito rispetto al Pil. La manovra è coerente con gli obiettivi europei ed è stata giudicata sufficiente dall'Ue e da molti osservatori, anche per la tempistica'. A proposito poi della solidità del governo, il premier ha detto: 'Il nostro sistema politico è solido, ed è stato capace con il concorso responsabile dell'opposizione di approvare in tre giorni una manovra da quasi 80 miliardi, raccogliendo l'invito alla coesione nazionale del presidente Napolitano'. E sottolineando l'importanza della coesione ha affermato: 'Il Paese è economicamente e finanziariamente solido, nei momenti difficili sa essere coeso e affrontare le difficoltà. Raccolgo con convinzione l'appello alla coesione di Napolitano, un monito saggio che faccio mio. Tutti hanno il dovere di rimboccarsi le maniche. Ciascuno faccia la propria parte: la stabilità è da sempre l'arma vincente contro la speculazione'. Aggiungendo: 'Non chiedo all'opposizione di condividere il programma del governo, ma auspico che possano contribuire con le loro proposte e le loro idee a far emergere quello che serve al Paese'.

Subito dopo l'intervento del premier ci sono stati i discorsi dei leader dei partiti di maggioranza e opposizione. Alla Camera il leader dell'Idv Antonio Di Pietro si è appellato al presidente della Repubblica perché sciolga il governo. Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha parlato di un problema di credibilità del paese e ha detto no a governi tecnici, sottolineando che 'serve un governo pienamente politico, mentre i governi tecnici sono 'il commissariamento della politica''. Il capogruppo della Lega Marco Reguzzoni ha invitato le opposizioni ad avere un atteggiamento più responsabile di quello avuto finora. Il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha detto: 'Penso che l'italia sia finita molto seriamente nei guai'. E ha sottolineato la necessità di una svolta politica 'senza la quale nessuna cosa ci porterá risultato'. Bersani ha quindi affermato che se Berlusconi fa un passo indietro, l'opposizione è disposta a fare un passo avanti. Il segertario del Pdl Angelino Alfano ha espresso la sua contrarietà a 'fantomatici governi tecnici'. E ha detto: 'Quelle del presidente del Consiglio sulla crisi sono state parole serie e affidabili per il Paese ed è di serietà e affidabilità che il Paese ha bisogno'.

Oggi si terrà il vertice del governo con le parti sociali. Alle 11.00 a Palazzo Chigi si svolgerà l'incontro con la squadra di ministri capitanata da Giulio Tremonti e presieduta da Berlusconi; alle 14.30 ci sarà, a Palazzo Marini, l'incontro con le opposizioni.

E ora un occhio alle Borse. Ieri Piazza Affari ha chiuso in ribasso con l'indice Ftse Mib a -1,54 per cento. Dopo l'avvio di seduta debole a Wall Street, la giornata è stata negativa anche per le principali piazze europee. Sui mercati italiani si è fatta sentire l'attesa per il discorso di Berlusconi slittato alle 17.30 alla Camera e alle 19.30 al Senato su decisione dello stesso premier, che ha deciso di intervenire a mercati chiusi. Oggi, a quanto pare, la Borsa milanese ha aperto in rialzo, toccando il +1,2 per cento. Difficile al momento dire se si tratta di nuova fiducia o di rimbalzo tecnico mosso dagli speculatori. Per adesso si registra l'indice Ftse Mib a 17.203 punti e l'Ftse All Share a +1,09 per cento.

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016