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Silvio Berlusconi invade Rai e Mediaset. L'Agcom sanziona

Torna a farsi sentire l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom). Lo scorso marzo l'Authority aveva bacchettato Tg1, Tg4 e Studio Aperto per aver dato troppo spazio al governo (leggi la notizia) e un paio di settimane fa aveva sanzionato il Tg1 per aver violato la par condicio (leggi la notizia). Questa volta l'Agcom ha inferto 250mila euro di multa a Tg1 e Tg4, e 100mila euro a Tg2, Tg5 e Studio Aperto. La ragione è sempre la stessa, ossia l'eccessivo spazio riservato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nonché, come spiegato da una nota diffusa dalla Commissione presieduta da Corrado Calabrò, la 'violazione dei regolamenti elettorali'.

Dall'Authority hanno fatto sapere che la Commissione servizi e prodotti ha esaminato la situazione di venerdì 20 maggio, quando in prime time Tg1, Tg2, Tg5, Tg4 e Studio Aperto hanno mandato in onda interviste al premier. Subito sono stati chiesti chiarimenti alle emittenti interessate e in base alle osservazioni pervenute da Rai e Mediaset, 'la Commissione ha ritenuto che le interviste, tutte contenenti opinioni e valutazioni politiche sui temi della campagna elettorale, e omologhe per modalità di esposizione mediatica, abbiano determinato una violazione dei regolamenti elettorali emanati dalla Commissione parlamentare di Vigilanza e dall'Agcom'.

Il presidente dell'Agcom Calabrò ha poi spiegato che le sanzioni seguono 'una valutazione strettamente giuridica e nessuna valutazione politica'. Quel che ha fatto la Commissione è stata una valutazione tecnica e giuridica della situazione. L'Authority ha infine sottolineato che il divieto di diffusione di sondaggi sulle intenzioni di voto rimane in vigore su tutto il territorio nazionale fino allo svolgimento del secondo turno delle elezioni amministrative.

Come è facile immaginare dure le reazioni dei diretti interessati. Il direttore del Tg4 Emilio Fede ha detto di essere furibondo. Secondo il direttore del Tg5 Clemente Mimun la sanzione è 'paradossale e intimidatoria e di assoluta gravità'. A Mediaset si sono detti allibiti e hanno annunciato un ricorso immediato al Tar. 'Esterrefatto' il direttore del Tg1 Augusto Minzolini secondo il quale è stato messo da parte il criterio giornalistico e 'ne è stato introdotto un altro dai contorni confusi che non è neppure quello della par condicio, visto che l'equilibrio era assicurato dalla natura e dai tempi delle presenze dei politici dell'opposizione nelle edizioni del tg sia dei giorni precedenti che di quelli successivi'.

Ma la posizione della Commissione servizi e prodotti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) è chiara. Allertata dai numerosi esposti presentati contro le apparizioni del presidente del Consiglio su tutti i Tg Rai e Mediaset, la Commissione ha ritenuto che le interviste a Berlusconi, tutte contenenti opinioni e valutazioni politiche sui temi della campagna elettorale e omologhe per modalità di esposizione mediatica, abbiano determinato una violazione dei regolamenti elettorali emanati dalla Commissione parlamentare di Vigilanza e dall'Agcom.

Foto: youtube.com

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