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Silvio Berlusconi, manifestazione Pdl 11 maggio a Brescia contro i giudici

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L'uomo "più perseguitato dai giudici nella storia del mondo" si ribella all'ennesima attacco delle "toghe rosse" e organizza una grande manifestazione di protesta. Sembrerebbe l'incipit di una qualche parodia goliardica, invece è tutto vero: sabato 11 maggio, Silvio Berlusconi e il Pdl a partire dalle 16 saranno a Brescia, in piazza Duomo, per far sentire la propria voce di dissenso contro i "magistrati politicizzati". E poco importa se - come ha scritto ieri sagacemente Gad Lerner - "il Pdl che manifesta insieme a un condannato per frode contro la sentenza d'appello non è un partito di governo ma uno strumento del Capo", la manifestazione si farà. E stop.

Berlusconi condannato a 4 anni di carcere in appello per il processo Mediaset

Dopo la condanna di Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione (3 condonati per l'indulto) e 5 di interdizione dai pubblici uffici per frode fiscale nell'ambito del processo sui diritti tv per le reti Mediaset decisa dai giudici della seconda sezione della Corte d'Appello di Milano e la richiesta di rinvio a giudizio per la "compravendita" di senatori da parte della Procura di Napoli, il Cavaliere ha deciso che era ora di passare al contrattacco, possibilimente in modo teatrale e clamoroso, così da fare il maggior 'baccano' possibile, contro i giudici "accecati da un odio pregiudiziale, che mi vorrebbero interdetto e politicamente morto".

"Noi resisteremo per deludere le loro aspettative e fare il bene del nostro Paese", ha dichiarato bellicosamente Berlusconi ieri sera a Tgcom24, pur garantendo: "Abbiamo fatto molto per dare un governo forte e stabile all'Italia e non lo metteremo certamente in discussione per una sentenza assolutamente iniqua e infondata". Sarà, ma intanto Enrico Letta non deve dormire sonni tranquilli, a maggior ragione dopo che ieri è parso chiaro a tutti che già solo posticipare a settembre la rata di giugno dell'Imu sta creando non poche difficoltà, figuriamoci abolirla. Come la prenderà il Cavaliere, se non sarà rispettata una delle principali richieste della precaria alleanza Pd-Pdl? Pensarci ora è prematuro e inutile, ma vero è che ogni giorno che passa il nuovo esecutivo sembra sempre più in balia degli eventi.

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Tornando invece alla manifestazione di sabato, non si è fatta atttendere la reazione dell'Anm, che in una nota ha stigmatizzato le "espressioni violente e offensive estranee a ogni legittimo esercizio del diritto di critica" di "numerosi esponenti politici e rappresentanti delle Istituzioni", ammonendo contro "la pericolosa delegittimazione del ruolo della giurisdizione nella nostra democrazia" e invitando ad accogliere "i reiterati inviti del Capo dello Stato a evitare conflitti e prese di posizione in grado di ingenerare tra i cittadini sfiducia nelle Istituzioni della Repubblica".

L'appello però pare destinato a cadere nel vuoto. Non solo, infatti, il Pdl scenderà in piazza a Brescia sabato, con l'intenzione di raccogliere 1 milione di firme contro la condanna (il senatore Gianfranco Serafini si è spinto a ipotizzarne fino a 10 milioni, "tanti quanti sono i voti che il presidente Berlusconi ha ottenuto nelle ultime elezioni politiche") ma, seppure non ancora ufficialmente, ha fatto balenare l'ipotesi di una seconda manifestazione lunedì 13 davanti al Tribunale di Milano, in occasione dell'udienza per il processo Ruby, preparandosi così a replicare la (vergognosa) occupazione dell'11 marzo, quando il suo stato maggiore, con i parlamentari di Camera e Senato, prese le difese di Silvio Berlusconi contro i magistrati "politicizzati".

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