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Silvio Berlusconi, pena processo Mediaset estinta e via interdizione da pubblici uffici: la decisione del Tribunale di Milano

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Piena agibilità politica dietro l'angolo per Silvio Berlusconi, reduce da una lunga serie di grane giudiziarie dalle quali sembra poter uscire rafforzato, alla luce dell'ennesima affermazione in sede giudiziaria della linea difensiva dell'ex Cavaliere.

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Pena estinta e interdizione ai pubblici uffici cessata, con la sola ineleggibilità posta come unico ostacolo al ritorno in campo diretto del fondatore di Forza Italia alle prossime elezioni nazionali come candidato premier.

Il Tribunale di Sorveglianza ha dato atto all'imputato del processo Mediaset, condannato in terzo grado a 5 anni di carcere (tre coperti da indulto) per frode fiscale e affidato in prova ai servizi sociali, di un comportamento corretto tenuto durante i 10 mesi e mezzo di pena non detentiva scontati all'istituto per anziani Sacra Famiglia di Cesano Boscone.

Decisive, in questa chiave, le relazioni presentate dall'Ufficio di esecuzione penale esterna all'autorità giudiziaria di Milano e dalle forze dell'ordine. Uno sconto sulla pena era stato concesso al tycoon di Arcore nel mese di marzo, per “buona condotta” del capo politico del centrodestra nel centro di volontariato lombardo.

(Ultimo giorno di Berlusconi all'Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone: video)

Nessuna conseguenza, ai fini della decisione dei magistrati nei confronti del politico milanese, ha avuto il “passo falso” di Silvio Berlusconi qualche settimana dopo la condanna in via definitiva: la diffida del giudice Crosti per le esternazioni polemiche sulla sentenza Mediaset è rimasta un atto isolato.

Il leader forzista, incassata la pronuncia favorevole del Tribunale di Sorveglianza di Milano, continuerà nei prossimi mesi a difendersi nelle aule giudizarie dalle accuse rimaste ancora in piedi per il processo Ruby-bis, fino alle relative sentenze di vario grado.

Prima del rientro ufficiale in politica con eventuale ricandidatura a Palazzo Chigi dovrà aspettare il 2019, a meno che non arrivi la “riabilitazione” o l'accoglimento del ricorso contro la legge Severino presentato dai legali di parte alla Corte di Giustizia Europea di Strasburgo.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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