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Silvio Berlusconi si ritira: il perché e le reazioni

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The day after l'annuncio del ritiro dalla politica di Silvio Berlusconi, il Pdl è allo sbando. L'addio del leader storico ha tolto il 'coperchio' da una 'pentola' in pericolosa ebollizione e ora prima che alle primarie Angelino Alfano dovrà pensare soprattutto a evitare che il partito deflagri.

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Dopo aver spiegato di farsi da parte "per amore dell'Italia", lo stesso amore che 18 anni fa lo ha portato a "fare pazzie" e a scendere in campo, Berlusconi ha invitato infatti i suoi uomini a "elezioni primarie aperte" per sapere "entro dicembre chi sarà il mio successore, dopo una competizione serena e libera tra personalità diverse e idee diverse cementate da valori comuni". Un annuncio che, detto così, suona come un nobile e democratico passaggio di consegne, ma che nei fatti rischia di scatenare quella "guerra di tutti contro tutti" evocata ieri dal forzista della prima ora Roberto Tortoli.

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E infatti, l'inchiostro del comunicato del capo non si era ancora (metaforicamente) asciugato che è scattata la corsa alla poltrona di leader del Pdl. La prima a proporsi è stata Daniela Santanchè - "Mi candiderò assolutamente" - seguita a ruota da Giancarlo Galan, che ha detto di rappresentare "l'area liberale e anche una buona storia di amministrazione regionale". Ma pure Roberto Formigoni e Gianni Alemanno ci stanno pensando e anche Guido Crosetto e Giorgia Meloni hanno una mezza idea, benché forse resteranno fedeli ad Alfano, decidendo di sostenere la sua candidatura. Già, perché se con Berlusconi ancora in campo l'investitura del Delfino era scontata, oggi le cose sono cambiate radicalmente e il povero segretario rischia di aver mandato giù un sacco di rospi per niente.

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E dire che è stato proprio lui a ottenere le 'dimissioni' del capo, dopo una riunione fiume di cinque ore a via del Plebiscito, con Berlusconi tentennante, ma non ancora certo di compiere il grande passo. Certezza che forse non ha mai realmente avuto se - come racconta il suo entourage più stretto - ieri si è rinchiuso a Palazzo Grazioli commentando il suo ritiro con un amareggiato: "Vedremo se qualcuno riuscirà a fare meglio di me, io me lo auguro sinceramente". Osservazione ripresa paro paro da sua figlia Barbara, che uscendo dalla sede del Milan ha detto: "La responsabilità di rappresentare la maggioranza degli italiani spetta ora ad altri. E i tanti che in questi anni hanno dato lezioni hanno l'opportunità di mettersi alla prova". Insomma, della serie: avete voluto la bicicletta? E ora pedalate...

Ma dai rumors di palazzo, nonostante l'amarezza che traspare dalle parole del diretto interessato e degli intimi (familiari, amici, colleghi), la verità che sembra emergere è che sono stati proprio questi ultimi a spingere il leader del Pdl a dire basta. Con Fedele Confalonieri ed Ennio Doris che l'hanno fatto riflettere sul rischio per le aziende del gruppo di avere "solo un danno se resti in prima linea come un bersaglio" ed Emilio Fede che ha dichiarato: "L'ho visto domenica e ho capito da certi discorsi che stava riflettendo su scelte difficili, conoscendolo posso dire che la sua è stata una decisione molto sofferta". Insomma, addio doloroso ma inevitabile, anche considerato il rischio debacle alle prossime elezioni in Sicilia, i processi aperti (Ruby e diritti tv) e le indagini in corso (Finmeccanica).

Dall'opposizione sono arrivati commenti tutto sommato moderati: "Una buona notizia, abbiamo indicato una strada... E' giusto che anche gli elettori del centrodestra scelgano il candidato premier. Ora aspettiamo le primarie di Grillo", ha detto Pierluigi Bersani, ma non è detto che le cose vadano davvero così. Mentre i pidiellini si preparano a farsi la guerra per aggiudicarsi lo scranno più alto del partito, Berlusconi prova a tessere la sua ultima tela, la candidatura a leader del centrodestra di Mario Monti: "Io non rinuncio all'idea di vederti a capo di uno schieramento dei moderati" avrebbe detto l'altra sera a Palazzo Chigi il Cavaliere al Professore, lasciandolo con un "insisto. E non ti chiedo di rispondermi subito, ma a questa idea non rinuncio".

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