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Silvio Berlusconi verso i servizi sociali, sentenza fra 15 giorni al massimo: parere favorevole del Pg

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Doveva durare pochi minuti, ma è finita dopo circa un'ora e mezza l'udienza al Tribunale di Sorveglianza di Milano per discutere la richiesta di affidamento ai servizi sociali avanzata dai legali di Silvio Berlusconi: l'ex premier deve scontare i 12 mesi residui di pena (quattro anni di cui tre coperti da indulto) previsti dalla condanna per frode fiscale emessa il 1° agosto 2013 dalla Corte di Cassazione nell'ambito del processo Mediaset. I suoi avvocati hanno chiesto lo scorso ottobre l'affidamento in prova come pena alternativa agli arresti domiciliari, richiesta che ha ottenuto il parere favorevole dal sostituto procuratore generale, Antonio Lamanna.

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Il presidente Pasquale Nobile De Santis e il giudice relatore Beatrice Crosti, affiancati dai due esperti esterni, la criminologa Silvia Guidali e la sociologa Federica Brunelli, si esprimeranno tra un minimo di 5 e un massimo di 15 giorni. L'attesa dunque è ancora lunga per Silvio Berlusconi, che perlomeno adesso può ragionevolmente sperare di poter condurre la sua campagna elettorale per le Europee senza le limitazioni della detenzione domiciliare.

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Sono solo dieci e mezzo i mesi che Silvio Berlusconi sconterà per la sua condanna, visto che 45 giorni di sconto sono previsti dalla legge dopo sei mesi: con tutta probabilità li trascorrerà con un affidamento in prova ai servizi sociali. Il collegio giudicante ha ancora un massimo di due settimane per emettere la sentenza e stabilire, eventualmente, le modalità, le prescrizioni e la destinazione dell'affidamento. Nonostante il parere del Procuratore Generale non sia vincolante per il collegio, la soluzione sperata da Berlusconi sembra la più plausibile.

Silvio Berlusconi non si è presentato in aula per l'udienza, cui hanno partecipato i legali Niccolò Ghedini e Fausto Coppi per chiedere di accogliere l'opzione alternativa alla detenzione domiciliare. Intanto Forza Italia ha fatto quadrato intorno al proprio leader in queste ore difficili: "Tenetevi pronti, perché se va come temo, scateniamo la fine del mondo" avrebbe detto Silvio Berlusconi a dirigenti e parlamentari sentiti oggi telefonicamente da Arcore, prima di conoscere l'esito dell'udienza. L'ex premier non ha nascosto i suoi timori che i giudici di Sorveglianza di Milano possano decidere per gli arresti domiciliari.

La soluzione dell'affidamento in prova ai servizi sociali è quella auspicata dal leader di Forza Italia: una scelta con cui eviterebbe una serie di restrizioni della libertà personale, dalle comunicazioni agli spostamenti, che gli impedirebbero di tenere la campagna elettorale in vista delle Europee. Per questo, nella memoria difensiva presentata dagli avvocati Ghedini e Coppi e anticipata dai quotidiani La Stampa e il Corriere della Sera, Silvio Berlusconi ha proposto ai giudici di essere affidato ad una struttura che si occupa di disabili. Il documento ha indicato in una cascina ancora in costruzione nella periferia di Milano, dove un’associazione benefica si occupa di persone con handicap, il luogo ideale per scontare i 10 mesi di pena residui. La proposta dell’Uepe, Ufficio esecuzione penale esterna, sarebbe invece quella dell'affidamento ad una casa di cura per anziani nell’hinterland milanese, a pochi chilometri da Arcore.

Nessun commento ufficiale da parte dei legali di Berlusconi che hanno lasciato il Tribunale senza rilasciare dichiarazioni: Ghedini ha raggiunto Arcore per comunicare al suo assistito tutt i dettagli sull'udienza. Il partito lascia trapelare un cauto ottimismo. Il portavoce di Forza Italia Giovanni Toti è intervenuto ai microfoni del Tg di cui fino a pochi mesi fa è stato direttore, Studio Aperto: "Non facciamo nessuna previsione - ha detto con cautela - Speriamo che i giudici si rendano conto della persona, del suo valore umano e politico per milioni di moderati e non vogliano con una decisione incidere sulla vita del paese. Stiamo per entrare in campagna elettorale speriamo che possa avere tutta l'agibilità politica per farla".

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