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Simboli elezioni 2013: ricusati loghi civetta. Bocciata la Lega Nord

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Il Ministero dell'Interno si è pronunciato sull'ammissibilità dei contrassegni elettorali, consegnati al Viminale negli ultimi giorni e su cui tanto si è discusso. A scatenare le polemiche sono stati i cosiddetti "loghi civetta", imitazioni più o meno riuscite di simboli elettorali di altre formazioni politiche più note. Tra le vittime dei simboli "rubati", nei casi più clamorosi, figuravano il Movimento 5 Stelle di Grillo (che aveva persino minacciato di non presentarsi alle elezioni se fosse stato ammesso un logo "confondibile"), la lista Rivoluzione civile di Antonio Ingroia e quela del premier uscente, Lista Civica con Monti per l'Italia. Tutti e tre i simboli palesemente copiati sono stati ricusati dal Ministero dell'Interno.

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Di 219 contrassegni presentati al Viminale per le elezioni del 24 e 25 febbraio 2013, 169 sono stati accettati e 16 dichiarati senza effetto per carenza di documentazione. Sono 34 invece i simboli ricusati, tra cui appunto la copia del M5S presentata dall'ex grillino Danilo Foti, quello nominato "Monti presidente per l'Europa" depositato da Samuele Monti e il simbolo "Rivoluzione Civile" depositato da Massimiliano Loda che riecheggiava chiaramente quello di Ingroia. Stessa sorte per due simboli denominati "Fratelli d'Italia" e i due loghi di "Movimento" e "Partito Pirata", più simboli dell'Unione di Centro e tre della Democrazia Cristiana. Bocciati i simboli "Liberi da Equitalia", lista coalizzata con il Pdl sia alla Camera sia al Senato e quello clone di "Grande Sud" di Pippo Fallica. Per tutti i loghi ricusati c'è ancora una possibilità: i depositanti hanno 48 ore per modificare il contrassegno e depositarlo nuovamente al Viminale.

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Beppe Grillo si è detto soddisfatto della pronuncia del Viminale, parlando di una decisione "buon senso". Intervenuto a Pistoia, dove ha inaugurato il suo Tsunami tour che girerà l'Italia, Grillo si è scagliato contro la burocrazia italiana: "Questo è un Paese così, in cui ci si riduce all'ultimo momento a dire che c'è il simbolo o il simbolo non c'è. Siamo stati tre giorni in coda dietro una transenna al Viminale al freddo con la polenta scaldata dai nostri militanti, sembravamo immigrati. Il nostro è un Paese dove un funzionario del Viminale accetta qualunque simbolo". Samuele Monti si è detto sorpreso della ricusazione del suo simbolo "Monti presidente per l’Europa": "Non ho ancora parlato con il mio legale e ignoro quali siano le valutazioni fatte, ma a caldo mi sembra una decisione che va contro il diritto (...) Abbiamo depositato il simbolo per primi e non abbiamo copiato. L’unico cosa in comune è il nome, ma perchè ricusare il nostro simbolo e non gli altri due?".

Un caso curioso è quello della Lega Nord: il partito di Roberto Maroni ha presentato il suo contrassegno connotato dal tradizionale simbolo del partito (la raffigurazione di Alberto da Giussano), più la scritta Maroni, il simbolo della Padania e la scritta "TreMonti": proprio quest'ultimo particolare è alla base della bocciatura del simbolo da parte della Commissione esaminatrice, in quanto l'utilizzo della M maiuscola è stato considerato fuorviante. Sono stati invece ammessi i simboli di Lega Lombardo Veneta, Lega Federale del Sud, Lega Padana, Lega per l'Italia, Lega Italia e Lega del Sud, nessuno dei quali però fa riferimento al Carroccio. Roberto Calderoli ha già annunciato che il simbolo riveduto e corretto è pronto e sarà presentato nuovamente entro mercoledì.

Ritenuti senza effetto anche il simbolo di "Italia dei Valori - Lista Di Pietro (IDV)", quello di "Federazione dei Verdi", "Partito dei Comunisti italiani", "Rifondazione Comunista-Sinistra Europea", che al momento risultano dunque esclusi dalle liste elettorali. I titolari dei simboli ricusati sono invitati a proporre un nuovo contrassegno entro 48 ore. Oppure, il depositante può presentare opposizione entro 48 ore, sul quale decide, nelle successive 48 ore, l'Ufficio centrale nazionale. I depositanti di un altro contrassegno possono presentare opposizione contro la decisione del Viminale di accettare un contrassegno che ritengano facilmente confondibile con il proprio. Su tale opposizione, che va presentata entro 48 ore dalla decisione, delibera l'Ufficio nazionale centrale.

Tra i 169 simboli ritenuti validi e dunque accettati dal Ministero ci sono diversi loghi curiosi, come quello del "Movimento Bunga Bunga" o del partito "Dimezziamo lo stipendio ai politici", ma anche i loghi "Fuoritutti", "Movimento mamme del mondo", "Recupero maltolto", il "Partito internettiano" o la lista che si presenta come un ossimoro, dal titolo "Io non voto".

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