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Siria: primo passo verso la pace, accordo sul piano Onu

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Da gennaio inizieranno le trattative per un processo di pace che possa porre fine alla guerra in Siria. La serata del 18 dicembre 2015 rappresenta un punto di svolta del lungo conflitto che ha provocato oltre 250mila vittime e milioni di rifugiati. La benedizione delle Nazioni Unite è la principale speranza per avviare una transizione.

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Il ruolo del presidente Bashar Assad è il pomo della discordia: l'Occidente spinge per la sua uscita di scena, mentre la Russia e l'Iran continuano a ripetere che la decisione spetta al popolo siriano. Tuttavia, le opposizioni al governo ritengono fondamentali le dimissioni del numero del regime siriano per iniziare davvero una nuova fase politica del Paese. "Assad ha perso la legittimità e dovrà lasciare il potere", ha affermato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Peraltro, bisogna tener presente che in Siria è forte la presenza del'Isis che dovrebbe essere combattuto con un esercito unitario.

Il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, ha sostenuto che l'intesa sul piano di pace "produrrà un cambiamento" e "inciderà inevitabilmente sul potere di Assad e porterà alla sua uscita di scena". Le perplessità comunque sono ancora forti. Anche perché nella regione è scoppiata la tensione tra Russia e Turchia, a causa dell'abbattimento del jet di Mosca. La Nato ha assunto una decisione molto importante: sono stati inviati al confine nuovi mezzi militari "in considerazione della situazione instabile nella regione". Il presidente Vladimir Putin ha ancora commentato la mossa, che di certo non aiuta a favorire la distensione dei rapporti con l'Occidente.

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