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Sondaggi 3 marzo 2014, ok Pd e Forza Italia. Cala il M5S, a sinistra incognita Tsipras

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Il Partito Democratico, sondaggi alla mano, sembra per il momento reggere alla prova del cambio di governo. L’effetto Renzi, dopo mesi di costanti fibrillazioni interne all’esecutivo Letta e di scarsa visibilità della principale forza politica della coalizione di larghe intese, ha dato nuova linfa al Pd, grazie al traino delle primarie ed alla conseguente apertura di credito da parte dell’elettorato di centrosinistra verso il premier incaricato.

Governo Renzi alle Camere, nuova fase politica per l'Italia

Secondo le tabelle pubblicate da tre diversi istituti di ricerca demoscopica il 3 marzo, a poco più di due mesi dalla data delle elezioni europee, le distanze tra gli schieramenti sono piuttosto definite, ma rimane fuori discussione il primato del partito guidato da Matteo Renzi. Tra gli 8 e i 13 punti, stando ai dati raccolti da Ipsos per Ballarò, Emg per il Tg La7 e Demos per il quotidiano La Repubblica nell’ultima settimana di febbraio, il distacco di Forza Italia dai democratici, mentre la leggera flessione del Movimento 5 Stelle (con percentuali vicine ai forzisti) trova facile spiegazione nella diatriba sulle espulsioni dei parlamentari “dissidenti”.

Non facile la risalita per il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano e la Lega Nord, penalizzati per opposti motivi dal ritrovato protagonismo di Silvio Berlusconi e dei suoi uomini, rinvigoriti dalla collocazione ormai stabile nelle fila dell’opposizione e dal forte impatto di temi come la questione fiscale e la critica all’Euro. In generale, nella inevitabile polarizzazione che accompagna da sempre le fasi più difficili della vita politica nazionale, a fare le spese della divisione dell’elettorato sono le forze centriste e “moderate”, già decimate nel voto del 2013.

Resta da verificare, strada facendo, il margine di crescita del rassemblement di gruppi aderenti alla costituenda Lista Tsipras, che rimetterà insieme i pezzi la sinistra radicale da Sel a Rifondazione Comunista, con un bacino elettorale che potrebbe aggirarsi intorno al 6-7% almeno sulla carta. Questo il consenso dei partiti registrato dal sondaggio Emg per il Tg La7: Pd 30,6% (+0,8), Forza Italia 21,9% (-0,1), Movimento 5 Stelle 23,1% (-0,5), Sel 3,8% (+0,1), Lega Nord 3,7% (-0,1), Ncd 3,6 (-0,1), Fratelli d’Italia 2,9% (+0,1), con una differenza tra coalizioni a favore del centrosinistra di quasi un punto (36,0 contro 35,1).

I dati della Ipsos, nelle tabelle realizzate per il programma Rai Ballarò, vedono invece il Partito Democratico al 33,3%, Forza Italia al 24,6%, M5S al 21,1%, Nuovo Centrodestra al 5%, Lega Nord al 3%, Sinistra Ecologia e Libertà al 2,7%, Fdi al 2,3%, Udc al 2,2% e Scelta Civica 1,8% e un vantaggio per lo schieramento di centrodestra di 37,4% contro 36,4% in coalizione, nel caso in cui si vada alle elezioni con la riforma dell’Italicum.

Nella rilevazione firmata Demos&Pi per La Repubblica, si profila un quadro ancora più roseo per il Pd, attestato sul 34,8% a fronte del 21,5% di FI e del 21,3% del Movimento 5 Stelle, entrambi a distanza di sicurezza, dati che nell’eventualità di un ballottaggio secco tra Renzi e Berlusconi si tradurrebbero in un 60 a 23 per il centrosinistra. Anche in questo caso, scarso sarebbe il peso delle forze di centro ed alleati “minori": intorno al 2% il consenso di Scelta Civica, Udc e Fratelli d’Italia, poco al di sopra del 3% la Lega e 4% a testa per Ncd e Sel, con un restante 4,7% agli altri partiti.

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