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Sondaggi elettorali 2013: Pdl in crescita, ma il Pd tiene. Sorpresa M5S

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Le elezioni si avvicinano a grandi passi e domani, come Agcom prevede, sulle rilevazioni calerà il sipario. Per questo oggi tutte le principali agenzie hanno pubblicato i dati in loro possesso sugli ultimi sondaggi condotti: qual è dunque la situazione a due settimane dal voto?

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Il trend rilevato dai vari istituti è il medesimo - e del resto non potrebbe essere diverso - seppure con differenze per quanto riguarda percentuali e distacchi. In linea generale, comunque, i dati mostrano una crescita continua del Pdl e del centrodestra e una lenta, ma anche qui persistente, emorragia da parte del Pd e della coalizione di centrosinistra. All'origine della prima vi è senza dubbio l'effetto della proposta-shock di Berlusconi, che nonostante sia ritenuta irrealizzabile dalla maggior parte degli elettori sta creando un curioso effetto psicologico, del tipo: dal Cavaliere ci si può aspettare di tutto e allora perché no, mentre la seconda sarebbe la conseguenza dello scandalo Monte Paschi, in primis, e poi della progressiva perdita di consensi tra arrabbiati e delusi, in fuga verso Rivoluzione Civile di Ingroia e, soprattutto, il Movimento 5 Stelle di Grillo.

E proprio il M5S del comico ligure è protagonista in quest'ultimo periodo di una clamorosa rimonta, con tutti i principali istituti di sondaggi concordi nell'indicarlo come il terzo partito politico italiano, seguito a distanza dalla coalizione di centro guidata da Mario Monti. A chiudere, infine, vi è la formazione del magistrato, per la maggior parte delle agenzie sopra la soglia di sbarramento per i seggi a Montecitorio, ma per qualcuna ancora sotto.

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Scendendo nello specifico, le rilevazioni di Renato Mannheimer per Il Corriere della Sera indicano il Pdl al 22% (mentre a dicembre era al 16-17%), con la coalizione di centrodestra al 29.7, il Pd al 30.8%, con la coalizione di centrosinistra al 32.2%, il Movimento 5 Stelle al 14.3%, Lista Civica di Monti al 12.9% e Rivoluzione Civile al 4.2%.

Secondo il sondaggio Demos per La Repubblica, invece, la coalizione di centrodestra è al 28.6% e quella di centrosinistra al 34.1%, con il Pd al 29.9% e il Pdl al 20.4%. Ovvero, la forbice tra i due schieramenti sarebbe decisamente inferiore di quanto indicato da Mannheimer, passando dal 7% al 5%. Il Movimento 5 Stelle 'pareggia' con la Lista Civica di Monti e si attesta al 16%, mentre Rivoluzione Civile si ferma al 4%, il limite minimo per arrivare in Parlamento.

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I sondaggi Ipsos per Il Sole 24 Ore e Il Messaggero, infine, individuano un differenziale tra centrosinistra e centrodestra superiore al 6%, con le due coalizioni rispettivamente al 34.9% e al 35.2 e al 28.3 (in entrambe le rilevazioni), il M5S al 15.8% e 15.9%, Lista Civica di Monti al 15.3% e 14.8% e Rivoluzione Civile al 3.7%, ovvero al di sotto della soglia per ottenere i seggi a Montecitorio.

Tutti i sondaggisti, tuttavia, concordano nell'affermare che si tratta di dati molti fluidi e in continua evoluzione e che in alcuni casi, ovvero quando la differenza è di 3 punti percentuale, l'accuratezza dei sondaggi (che ha un margine di approssimazione del 2.5%) non è sufficiente a fotografare con esattezza la situazione. Vero è, comunque, che le indicazioni delle intenzioni di voto tratteggiano un centrosinistra vincente, che però al Senato per avere la maggioranza quasi certamente dovrà allearsi con il centro di Monti. L'incertezza di due regioni chiave come la Lombardia e la Sicilia (con la prima temporaneamente appannaggio del centrodestra e la seconda del centrosinistra) e lo schieramento a destra del Veneto - che assegna ben 14 seggi al Senato - aprono infatti necessariamente la strada a un'ipotesi di alleanza con i moderati del professore, dal momento che la legge attuale stabilisce l'assegnazione in ogni regione del premio di maggioranza, in base ai seggi 'vinti' dalle diverse coalizioni in ciascuna.

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