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Sondaggi elettorali 2013 vietati, le previsioni sul risultato di Piepoli e Mannheimer

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Nell'ultima giornata di campagna elettorale, quella che chiuderà la corsa al voto prima che cali il silenzio alla vigilia dell'apertura delle urne, monta la curiosità per le ultime attestazioni dei sondaggi, più che per le battute propagandistiche finali. Quelle cifre che la legge vieta di pubblicare: la par condicio e il connesso regolamento Agcom sulle intenzioni di voto mettono a riparo l'elettorato da un utilizzo strumentale dei sondaggi, per evitare che rilevazioni pilotate possano favorire i vari schieramenti presenti in campo, e contemporaneamente impediscono di conoscere le evoluzioni dei possibili scenari elettorali.

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Da due settimane, allo scattare delle 24 dell'8 febbraio 2013, gli italiani hanno dovuto rinunciare ad osservare l'andamento dei sondaggi elettorali: numeri che però rappresentano un segreto di Pulcinella, perchè girano indisturbati nelle mani di candidati, partiti, giornalisti, in generale tutti gli addetti ai lavori che in un modo o nell'altro si occupano di politica. E nella prima campagna elettorale caratterizzata sì dal ritorno della televisione, ma anche dall'utilizzo di internet e dei social network, è proprio in rete che il divieto di diffusione dei sondaggi può essere abilmente aggirato.

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Ne sono un esempio le fantasiose ricostruzioni di due siti appassionati di sondaggi come Nota politica e Youtrend, che hanno trasformato le fredde cifre elettorali in avvincenti metafore. Le percentuali sono state trasfuse nei risultati di corse ippiche o nelle previsioni sul numero di cardinali a sostegno dei vari schieramenti nel Conclave che eleggerà il nuovo Papa-Premier. E così su Youtrend il probabile successo di Bersani sia alla Camera e al Senato diventa la vittoria del "cardinale di Piacenza" su quello di "Monza e Brianza", con un distacco di circa 4-5 voti da parte dei porporati riuniti per l'elezione, inseguiti nell'ordine dal "camerlengo di Genova" e dal "cardinale di Milano", mentre il "grande inquisitore del Sant’Uffizio di Palermo" risulterebbe perfino escluso dai giochi. Stessa formula, ma metafora sportiva, quella usata da Notapolitica, che trasforma la corsa ai seggi un una corsa di cavalli. E qui la scuderia vincente sarebbe "Bien Comun", ma con un distacco sorprendentemente risicato rispetto al principale cavallo avversario, quello della scuderia "Maison Liberté" (solo 1,5 secondi sul traguardo), mentre terzo classificato sarebbe l'equino stellato "Igor Brick" seguito da "Ipson de la Boccon", con cavallo guatemalteco "Galopin du Zacapa" addirittura non classificato.

Insomma, il gioco dei numeri semi-segreti diverte il web, mentre i sondaggisti si limitano a fornire solo le loro "impressioni" su quel che accadrà lunedì ad urne chiuse. Nicola Piepoli, presidente dell'omonimo istituto di ricerca, ha disegnato il quadro delle possibilità in un'intervista al Quotidiano nazionale, rigorosamente senza citare percentuali. Se la coalizione Bersani-Vendola-Tabacci sembra tenere le distanze rispetto agli avversari restando ferma sul livello di consensi consolidato negli ultimi mesi, Berlusconi ha sperato e spera ancora in una rimonta che sembra improbabile in entrambe le Camere: "Secondo me Bersani è al primo posto, anche al Senato. Il Pd è il partito più organizzato e l’unico ad avere una classe dirigente - spiega Piepoli, che addebita alla campagna del Cavaiere la mancata crescita dei consensi di Mario Monti e della coalizione centrista - Fino a un certo punto sembrava che continuasse a salire, poi si è fermato e ha cominciato a diminuire. L’inversione è avvenuta quando Berlusconi ha parlato della restituzione dell’Imu e ha descritto Monti come l’uomo che ci ha impoveriti. La gente ci ha creduto e Monti si è spiaggiato".

E se Berlusocni sembra perdere quota nonostante le ultime iniziative di massa (come la famosa lettera ingannevole sulla restituzione dell'Imu), più complessa sembra la situazione sul fronte dei movimenti che si apprestano ad entrare in parlamento e che si contendono sostanzialmente un elettorato simile, perchè la crescita del Movimento 5 Stelle potrebbe addirittura impedire alla lista Rivoluzione civile di Antonio Ingroia di entrare in Parlamento: "Grillo ha una sana vitalità espansa. Secondo me è il terzo partito, ma potrebbe superare Berlusconi" spiega Piepoli, che vede Ingroia a rischio esclusione in quanto "a causa di Grillo potrebbe non raggiungere il quorum".

Secondo il sondaggista del Corriere della Sera Renato Mannheimer, a decidere la partita sarebbero il 30% di indecisi che sceglieranno solo all’ultimo minuto. Ma da chi è composto l'elettorato ancora in bilico? "Si tratta in larga misura di donne, meno giovani di età, con titolo di studio relativamente basso, spesso residenti al Sud, di professione casalinghe o pensionate e, specialmente, molto poco interessate alla politica - ha spiegato Mannheimer al Tgcom - una quota rilevante di cittadini arriva alla scelta definitiva solo all’ultimo momento, anche in base alle dichiarazioni di questo o quell’altro candidato. Per questo, le battute finali della campagna elettorale saranno decisive per la scelta di molti".

Impressioni, appunto, che potrebbero trovare conferma oppure essere totalmente sovvertite dal risultato delle urne. Non sarebbe la prima volta. Le penultime elezioni politiche (quelle che consegnarono a Prodi un Parlamento spaccato ed un paese ingovernabile) insegnano che sondaggi e proiezioni sono tutt'altro che infallibili.

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