Excite

Spagna: il Psoe di Zapatero vince col 43,74% di voti

Come anticipato nella nostra diretta di ieri, la Spagna ha deciso di affidarsi per altri quattro anni a Josè Luis Zapatero: il premier socialista ha vinto le elezioni politiche, senza riuscire però a conquistare la maggioranza assoluta in parlamento. Il Psoe ha ottenuto 169 deputati (164 nella scorsa legislatura) su 350 (43,74% di consensi), contro i 153 (40,13%) al Partito Popolare. L'effetto Eta, dopo l'assassinio venerdì dell' ex consigliere comunale del Psoe Isaias Carrasco, sembra avere contribuito al successo del Psoe di Josè Luis Zapatero spingendo gli spagnoli al voto. L'affluenza è stata molto alta, come nelle precedenti politiche, attorno al 75%. Di contro è da sottolineare il risultato dello sfidante Mariano Rajoy. Il Pp è cresciuto passando da 148 a 153 seggi, a discapito dei piccoli partiti.

Guarda le foto del trionfo di Josè Luis Zapatero a Madrid

"Governerò per tutti, ma soprattutto per coloro che non hanno tutto" e "per far diventare realtà le aspirazioni delle donne", dei giovani e degli anziani, ha detto Zapatero a Madrid, ai militanti in festa davanti alla sede del Psoe, a calle Ferraz. Il premier ha parlato di "una vittoria chiara" ed ha promesso di governare "con mano ferma ma tesa" verso gli altri. "Gli spagnoli hanno deciso di avviare una nuova tappa", ha aggiunto. "Abbiamo lavorato duro - ha concluso - ma ne è valsa la pena".

Numeri a parte, ciò che esce rafforzato da questa nuova tornata elettorale è, senza dubbio, il bipolarismo spagnolo. In seno al "Congreso de los Diputados di Madrid" i due grandi ottengono quasi il 90% dei seggi. Fra i piccoli, i nazionalisti catalani di Convergencia i Union si confermano la terza forza parlamentare del paese con 10 deputati , i nazionalisti galiziani del Bng rimangono a quota due.

Crolla la sinistra indipendentista catalana dell'Erc (da 8 a 3 seggi), che paga il sostegno a Zapatero negli ultimi 4 anni, e perdono un seggio i nazionalisti moderati baschi del Pnv, da 7 a 6. Quasi dimezzata la coalizione arcobaleno di Izquierda Unida, da 5 a 3 deputati, schiacciata dallo scontro fra i due grandi, mentre approda in parlamento il nuovo partito UPyD creato negli ultimi mesi dalla dissidente socialista Rosa Diez (1 deputato).

Ora si apre, nel dopo elezioni, una fase di intense trattative fra i partiti e al loro interno. Il parlamento si riunirà all'inizio di aprile, e nei giorni successivi re Juan Carlos dovrebbe incaricare Zapatero di formare il nuovo governo. Nel frattempo il Psoe dovrà individuare i partner di governo, fra i "piccoli", con cui costruire una maggioranza in parlamento. Operazione molto delicata in quanto i partiti (Iu, Erc, Pnv) alleati nell'ultima legislatura escono fortemente ridimensionati dal voto.

Le prossime mosse dovranno tener conto dell'atteggiamento dei due grandi partiti tenuto dopo l'assassinio di Carrasco. Psoe e Pp hanno preso decisioni comuni, come la sospensione immediata della campagna: probabile quindi una futura possibile nuova convergenza sulla lotta al terrorismo, dopo la rottura dei patti del dopo franchismo registrata nell'ultima legislatura. Infine pare che ora, all'interno del Pp, potrebbe aprirsi una guerra per la successione al "comunque sconfitto" Rajoy.

Di stamattina il primo commento di Walter Veltroni: I risultati delle elezioni in Spagna e in Francia sono "molto importanti" e sommati "a quello che sta succedendo negli Stati Uniti dicono che sta spirando un vento nuovo in Europa e in Occidente". "Con Kennedy - ha concluso - ci fu il centrosinistra in Italia e Brandt in Germania. Con Clinton c'è stata una stagione di vittorie in tutta Europa: Blair, noi, la Francia. Adesso sta succedendo qualcosa di simile: la conclusione della stagione di Bush apre lo spazio a una leadership nuova, più giovane, in sintonia con una società mobile, veloce e al tempo stesso insicura dal punto di vista sociale e che chiede delle soluzioni".

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016