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Rivolta Spagna: protesta popolare contro l'austerity varata

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La Spagna è in ebollizione e la manifestazione di ieri sera - con oltre 100 mila persone che hanno invaso le strade di Madrid e di numerose altre città del Paese - è un pericoloso campanello d'allarme: basta una scintilla per far scoppiare un incendio che può espandersi rapidamente anche agli altri paesi dell'Eurozona. Intanto, i 26 feriti e i 6 arresti confermano che nella Penisola Iberica la tensione è altissima.

La miccia che ha scatenato le proteste contro il governo di Mariano Rajoy, detto 'il bugiardo' perché tra le altre cose non ha mai avuto il coraggio di dire a quanto ammontasse la manovra per scongiurare il default, è stata l'approvazione del piano di austerity che prevede l'aumento dell'IVA e tagli soprattutto nel comparto statale e per quanto riguarda i sussidi di disoccupazione. Obiettivo dichiarato: recuperare 65 miliardi di euro per evitare la bancarotta.

Bancarotta 'sfiorata', come ammesso ieri il ministro del bilancio spagnolo, Cristobal Montoro: "La Spagna non ha un soldo in cassa per pagare i servizi pubblici e se la Bce non avesse comprato i titoli di Stato, il Paese sarebbe fallito". Una dichiarazione che suona come una resa, anche se Montoro non è nuovo a 'sparate' di questo genere e in molti pensano che con la sua affermazione sopra le righe il ministro volesse, da un lato, ricompattare la maggioranza, dall'altro spingere l'Eurogruppo a intervenire il più rapidamente possibile.

Per oggi a mezzogiorno, infatti, è attesa una conference call dei ministri UE per discutere l'approvazione del memorandum di intesa per varare fino a 100 miliardi di euro per la ricapitalizzazione degli istituti di credito in difficoltà. L'Esf dovrebbe concedere immediatamente a Madrid un anticipo di 30 miliardi, in attesa dei risultati dell'audit sullo stato del sistema bancario spagnolo. Una prima stima parla di ulteriori 62 miliardi di euro, che dovrebbero essere versati dall'Esm quando entrerà in funzione.

E mentre Madrid spera nei finanziamenti UE, in Italia aumentano i timori di un contagio, soprattutto dopo che l'asta del Tesoro spagnolo si è chiusa con un calo della domanda e il rendimento dei titoli è schizzato oltre la soglia critica del 7%. "Con questa speculazione internazionale quasi tutti siamo a rischio default", ha dichiarato Squinzi, spiegando che il differenziale Btp-Bund di 300 punti superiore alla norma è all'origine di "perdite pari allo 0.9% del Pil" e 'brucia' 144 mila posti di lavoro. Di parere contrario, invece, il neo ministro dell'Economia, Vittorio Grilli: "La situazione non è cambiata sostanzialmente rispetto ai giorni scorsi", mentre il ministro tedesco delle finanze, Wolfgang Schaeuble, ha ribadito la necessità di aiutare le banche spagnole per evitare "il rischio potenziale" di contagio.

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