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Sparatoria a Palazzo Chigi, le reazioni dei politici. Grillo: "M5S contro la violenza"

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"Il vero obiettivo del mio gesto erano i politici". Così Luigi Preiti ha ammesso davanti al magistrato che lo ha ascoltato di aver aperto il fuoco davanti a Palazzo Chigi per colpire la classe politica. In Piazza Colonna, poco dopo le 11.30 di domenica 28 aprile, erano attesi i ministri di ritorno dal Quirinale dove si stava svolgendo il giuramento di fronte al Capo dello Stato. I suoi proiettili, però, hanno raggiunto il brigadiere Giuseppe Giangrande, 50 anni, e il carabiniere scelto Francesco Negri, 30 anni: il primo è ricoverato in prognosi riservata per una ferita al collo e una lesione della colonna vertebrale cervicale; il secondo è invece ferito gravemente alla gamba, ma non è in pericolo di vita.

Luigi Preiti, chi è il responsabile della sparatoria a Palazzo Chigi: "Volevo colpire i politici"

Unanime da parte della classe politica la condanna del gesto violento e la solidarietà ai carabinieri in servizio rimasti feriti e alle loro famiglie. Ma in queste ore ci si interroga anche sulle responsanilità della classe dirigente del Paese, soprattutto alla luce del fatto che l'attentatore si è rivelato essere non uno squilibrato mentale, ma un disoccupato disperato che non era più riuscito a risollevarsi dopo aver perso il posto di lavoro.

Sparatoria a Palazzo Chigi: le foto

La prima reazione alla notizia degli spari, arrivata mentre era in corso il giuramento dei ministri del governo Letta nel vicino Palazzo del Quirinale, è stata quella del presidente del Senato: "Dobbiamo non farci impressionare dal clima di tensione e capire al più presto le origini di questo fatto e cominciare a dare risposte concrete. In questo senso è importante l'inizio del lavoro del nuovo governo", ha dichiarato Piero Grasso. La presidente della Camera Laura Boldrini ha espresso "vicinanza e solidarietà ai carabinieri feriti nella sparatoria davanti a Palazzo Chigi", sottolineando che "la violenza, per grave che sia la crisi, non deve e non può mai essere considerata tra le opzioni percorribili per la soluzione dei problemi". Più tardi ha aggiunto su Twitter un commento ancora più esplicito: "Chi ha sparato a #PalazzoChigi era disperato per perdita di lavoro. Urge dare risposte perché la crisi trasforma vittime in carnefici".

Tra i primi a commentare l'accaduto anche il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, accorso sul posto pochi minuti dopo la sparatoria: oltre ad aver rassicurato sul fatto che si trattasse di un gesto isolato, il sindaco ha anche richiamato l'attenzione sull'antipolitica sostenendo che "quando per mesi e mesi si inveisce contro il Palazzo, poi qualche pazzo esce fuori". Ai giornalisti che gli hanno chiesto se si riferisse al Movimento 5 Stelle, Alemanno ha risposto: "Non mi riferisco a nessuno". Sulla stessa lunghezza d'onda Maurizio Gasparri: "Il fatto che l'attentatore di Palazzo Chigi possa essere uno squilibrato non cancella le colpe di quanti, proprio in quelle zone della Capitale, stanno alimentando un clima di odio e di violenza. Gli squilibrati sono tanti. Non tutti con la pistola per fortuna. Ma chi semina odio alimenta tempeste. Incoraggia gesti di pazzi. Sono troppi gli squilibrati che stanno causando un clima di violenza".

Una strumentalizzazione che non è passata inosservata tra i grillini. Immediatamente i capigruppo di Camera e Senato Roberta Lombardi e Vito Crimi hanno diffuso un comunciato stampa: "A nome di tutti i parlamentari del Movimento 5 Stelle esprimiamo la nostra ferma condanna per il folle gesto di violenza perpetrato poco fa davanti a Palazzo Chigi ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà umana e civile ai tre Carabinieri in servizio ed al passante feriti. La democrazia non accetta violenza". Lo stesso leader Beppe Grillo, dalla webtv LaCosa e sul suo blog, ha stigmatizzato il gesto esprimendo piena solidarietà agli agenti feriti: "Ci discostiamo da questa onda che spero finisca lì perchè il nostro MoVimento non è assolutamente violento. Noi raccogliamo firme ai banchetti, facciamo referendum e leggi popolari. Piena solidarietà alle forze dell'ordine e speriamo che sia un episodio isolato e rimanga tale".

Per il Pdl si è espresso il capogruppo dei parlamentari Renato Brunetta ai microfoni di TgCom24: "Ci siamo abituati a considerare normale che le istituzioni vengano assediate, insultate, offese. Non è giusto. Non dobbiamo abituarci all'imbarbarimento della nostra nazione. Credo che sia da questo clima che è scaturito l'odio che ha portato anche alla sparatoria di oggi fuori da Palazzo Chigi". Mentre il neoministro degli Interni Angelino Alfano ha riferito alla stampa su quanto accaduto subito dopo l'insediamento del governo a Palazzo Chigi: "Si tratta di un gesto isolato su cui sono però in corso accertamenti - ha spiegato Alfano al termine del primo Consiglio dei Ministri - Sono dunque state rafforzate le misure di sicurezza e i controlli su tutti gli obiettivi sensibili del nostro Paese. Dopo aver sparato Luigi Preiti voleva suicidarsi, ma non ci è riuscito perché aveva finito il caricatore".

Parole di preoccupazione anche da parte del Pd: "Tutte le forze politiche, a prescindere dalla legittime contrapposizioni, devono insieme adoperarsi per abbassare i livelli di tensione che la crisi economica, sociale e istituzionale ha già alimentato" ha dichiarato Emanuele Fiano. Il leader di Sel e presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha commentato così su Twitter: "Un augurio di pronta guarigione ai carabinieri feriti. Guai a cedere alla violenza, sempre". Poi, in merito ai commenti successivi di esponenti politici di primo piano, ha aggiunto: "Un disperato o pazzo spara ed è tutta colpa di chi dissente, di chi non si piega all'inciucio. Non sentite puzzetta di regime?".

Sparatoria a Palazzo Chigi, il comunicato di Beppe Grillo

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