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Sparatoria Palazzo Chigi, ultime notizie: carabiniere in prognosi riservata, Berlusconi contro "campagne d'odio"

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E' "riservata per 72 ore quoad vitam" - ovvero "per quanto riguarda la vita" - la prognosi di Giuseppe Giangrande, il carabiniere ferito ieri con il collega Francesco Negri da Luigi Preiti, l'uomo che ha aperto il fuoco davanti a Palazzo Chigi mentre dentro il nuovo governo di Enrico Letta prestava giuramento. Come hanno spiegato i medici dell'Umberto I, dove il brigadiere è giunto in codice rosso, "il foro d'entrata del proiettile è stato localizzato nella regione laterale del collo a sinistra" e "c'è una lesione alla colonna vertebrale a livello cervicale importante". Se sopravviverà, dunque, Giangrande rischia di rimanere paralizzato.

Il video della sparatoria a Palazzo Chigi: i colpi e le urla

Meno gravi, invece, le condizioni di Negri. Il militare infatti è stato ferito a una gamba, ma non è in pericolo di vita. I colpo esplosi da Preiti gli hanno provocato una frattura che i sanitari del nosocomio romano "stanno sistemando". Sia il carabiniere scelto che il brigadiere sono stati raggiunti dai familiari: Giangrande, che ha 50 anni ed è rimasto vedovo due mesi fa, ha ricevuto la visita della figlia, una ragazza di 23 anni, mentre da Negri, che ha 30 anni, sono arrivate la madre - residente a Torre Annunziata - e la compagna. Cosciente e lucido, il giovane "quando l'hanno portato in ospedale si preoccupava delle condizioni del collega, non delle sue. Chiedeva solo notizie dell'altro militare ferito", ha raccontato il direttore sanitario, Gerardo Corea, concludendo: "Questo è un vero carabiniere".

Anche Luigi Preiti, l'attentatore, è stato portato al Pronto Soccorso, subito dopo l'arresto: nella colluttazione con i carabinieri che l'hanno fermato, infatti, è rimasto leggermente ferito alla testa. Dimesso dopo poco, l'uomo ha quindi iniziato a rispondere alle domande del pm, Pierfilippo Laviani, che di lui ha detto: "Non sembra una persona squilibrata", smentendo le voci circolate in un primo momento di un uomo affetto da turbe psichiche. A quanto pare, invece, Preiti ha agito lucidamente: "In generale voleva sparare sui politici, ma visto che non li poteva raggiungere ha sparato sui carabinieri", ha spiegato il pm, mentre lo stesso attentatore avrebbe confessato di avere pianificato tutto da tempo: "Ho deciso di fare tutto questo 20 giorni orsono" ha dichiarato l'uomo, aggiungendo di avere acquistato "la pistola quattro anni fa al mercato nero ad Alessandria".

Luigi Preiti, chi è il responsabile della sparatoria a Palazzo Chigi: "Volevo colpire i politici"

49 anni, originario di Rosarno, in Calabria, ma per 20 anni residente a Predosa, nell'Alessandrino, Preiti nel 2010 era tornato al paese d'origine dai suoi, dopo essersi separato dalla seconda moglie (da cui ha avuto un figlio, che oggi ha 10 anni) e avere perso il lavoro, finendo anche - sembra - con il contrarre pesanti debiti di gioco ai videopoker. I genitori e il fratello, tuttavia, lo descrivono come una persona "lucida e intraprendente", contrario "a nessuna a forza politica". Le primi indagini degli inquirenti, inoltre, hanno escluso legami con la criminalità organizzata, mentre sono ancora al vaglio carte e documenti trovate nella residenza della ex moglie e della famiglia, a Rosarno.

E intanto continuano ad arrivare commenti e reazioni al gesto dell'uomo. Dopo le dichiarazioni di ieri di una fetta della classe politica che ha puntato il dito contro il Movimento 5 Stelle e la netta presa di posizione di Beppe Grillo che ha rigettato ogni forma di violenza, oggi Silvio Berlusconi a La Telefonata di Belpietro è intervenuto sulla vicenda con parole che puntano chiaramente nella direzione della polemica: "Va stigmatizzato chi nell'estrema sinistra ha preso il pretesto del gesto di un uomo disperato per lanciare accuse deliranti alla politica e ai politici. Quando si gioca con il fuoco parlando di assalto alle istituzioni e inveendo contro tutto e tutti succedono cose come questa", ha affermato il Cavaliere, aggiungendo: "Invito gli italiani a non cedere alle campagne di odio, io ne sono stato bersaglio per 20 anni e ne ho subito le conseguenze". Il leader del Pdl ha quindi detto: "Ora la nostra solidarietà va ai carabinieri rimasti feriti e alle loro famiglie", concludendo che nonostante la crisi l'ordine pubblico non è mai stato in pericolo "né ora, né in passato, né lo deve essere in futuro".

Sparatoria a Palazzo Chigi, le reazioni dei politici. Grillo: "M5S contro la violenza"

Parole che, in qualche modo, sembrano rispondere a quelle di Paolo Becchi - 'ideologo' del M5S - che ieri sera ha insinuato che il gesto di Preiti non sia solo l'atto di un uomo disperato: "Un attentato come questo ricompatta con il solito vecchio cliché: uniti contro la violenza e, al contempo, uniti contro chi semina la violenza e qui il messaggio è chiaro", ha spiegato il professore, chiarendo: "Del gesto eclatante vi è comunque un responsabile: il M5S che con il suo linguaggio inciterebbe ad atti di questa natura. E così si prendono due piccioni con una fava". Ma per Becchi il Movimento "non si farà impallinare tanto facilmente", concludendo: "Questo governo porterà il Paese alla catastrofe ma di questo è responsabile il Modello Unico e non il M5S che sarà l'unica vera opposizione".

Osservazioni che in un momento di grande tensione come questo soffiano sul fuoco e vanno in una direzione nettamente contraria a quelle del leader dei pentastellati, che deve fare i conti anche con altre dichiarazioni incontrollate e potenzialmente esplosive uscite dal Movimento subito dopo l'attentato. "Il vero problema non è che qualcuno, magari uno squilibrato, vada davanti a Palazzo Chigi e spari durante il giuramento del governo. Il vero problema è che in questo momento, ne sono assolutamente certo, ci sono alcuni milioni di italiani che pensano 'peccato che non abbia fatto secco almeno un ministro'", ha scritto sulla propria pagina Facebook il consigliere comunale 5 Stelle di Torino Vittorio Bertola, innescando una polemica dannosa (e pericolosa) non solo per il Paese, ma in primis per il Movimento.

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