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Spese pazze in Lazio: gli sprechi del Pdl tra cene, mozzarelle e arredi

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C’è di tutto nelle spese folli dei consiglieri della Regione Lazio: cene lussuosissime, improbabili aperitivi da migliaia di euro, viaggi, auto e acquisti di varia natura, perfino la spesa al supermercato e le ricariche telefoniche. Tutto a spese dei contribuenti, perché qualunque costo che i consiglieri decidevano di non pagare di tasca loro era rimborsato attraverso i fondi pubblici destinati al gruppo.

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Soldi distribuiti a pioggia che hanno fatto lievitare enormemente il bilancio della regione Lazio: dall’iniziale milione di euro previsto dalla precedente giunta Marrazzo diventati 5 milioni e 400mila euro nel settembre 2010 e cresciuto ancora nei due anni successivi, quando a colpi di delibere sono stati stanziati almeno 18 milioni di euro, stando ai primi accertamenti dei magistrati contabili. Ma secondo un’inchiesta di Repubblica il fiume di denaro nelle disposizioni dei consiglieri potrebbe arrivare a 30 milioni euro. Praticamente la Regione come un pozzo senza fondo di soldi pubblici, grazie anche alle disposizioni del presidente del Consiglio Mario Abruzzese che hanno fatto lievitare il "fabbisogno" di risorse dei gruppi regionali, spostando soldi da capitoli di spesa come i trasporti e la sanità.

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Nel gruppo Pdl il sistema di sprechi era consolidato: il consigliere spendeva e poi presentava il conto a Franco Fiorito, ma non con regolare fattura, a volte bastava un semplice bigliettino con la formula "richiedo-ricevo". Così si aprivano i cordoni della borsa: due parole che bastavano a giustificare le elargizioni spesso derubricate a spese per l’attività politica sul territorio. "Era tutto molto semplice – ha dichiarato Fiorito ai microfoni di TgCom24– il capogruppo gestiva, ma ogni consigliere aveva una sua cartella nella quale forniva le spese e veniva rimborsato". Nessun controllo veniva effettuato sulla destinazione specifica del denaro richiesto: c’era chi chiedeva il rimborso per l’acquisto di libri antichi o di pacchi regalo, come Annalisa D’Aguanno, che avrebbe chiesto 13 mila euro per i costi dei cesti pasquali. Tra i beneficiari dei rimborsi ci sarebbero, secondo Fiorito, anche l’ormai ex capogruppo Pdl Battistoni, di cui la Polverini ha chiesto e ottenuto le dimissioni, e il consigliere De Romanis, l’organizzatore della celebre festa in costume da ventimila euro.

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Un malcostume diffuso e tutto raccolto nei documenti che l’ex capogruppo Pdl in Consiglio ha consegnato ai pm che lo hanno indagato per peculato: secondo gli inquirenti avrebbe sottratto alle case dle partito oltre un milione di euro, confluiti nei suoi conti correnti personali. Al momento l’attenzione è concentrata su 264 bonifici senza causale nè intestatario, mentre altri sprechi sarebbero stati identificati grazie agli estratti conto: 1.380 euro spese al "Caseificio Valleverde", sulla Casilina a Roma, oltre 46 mila euro in pranzi e cene, 30mila euro in alberghi e oltre 50mila in arredamenti di interni. Tutto a spese del partito. Nel tentativo di alleggerire la sua posizione, Fiorito ha promesso di restituire 400.000 euro, ma di fronte all’enormità del denaro pubblico volatilizzatosi in questi anni sembrano davvero briciole.

Su queste cifre impressionanti stanno indagando la Guardia di Finanza e la Procura di Roma: gli atti dell’inchiesta sono giunti anche alla Corte dei Conti, che nelle parole del suo Presidente ha espresso tutta l’incredulità di fronte alla sprecopoli laziale: "La Corte dei Conti è molto preoccupata e oserei dire addolorata per tutto questo (...) perché sono fatti gravissimi - ha dichiarato Luigi Giampaolino a margine del convegno degli studi amministrativi a Varenna, in provincia di Como - Noi stessi, che pure siamo abituati a conoscere patologie, non pensavamo che, ove fossero vere, si potesse giungere a tanto".

Intanto in Consiglio regionale le opposizioni vanno verso le dimissioni di massa: "Le priorità oggi sono le dimissioni della Polverini e lo scioglimento del Consiglio regionale - ha spiegato in una nota il capogruppo del Pd in Regione Lazio, Esterino Montino - Per farlo è necessario un atto di forte rottura: abbiamo avviato la raccolta di firme per le dimissioni dei consiglieri regionali del Pd. Spero che l'iniziativa venga accolta anche da tutti i consiglieri di opposizione, da tutti coloro che non sopportano piu di assistere inermi alla deriva della Regione Lazio". L’intenzione è quella di convincere anche l'Udc a tirarsi indietro per tornare immediatamente al voto, ma anche qui le polemiche non mancano, la base del partito è in rivolta e chiede a gran voce: mentre gli altri rubavano, voi dove eravate?

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