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Stati Uniti, scandalo dei mutui: 400 in manette

A distanza di dodici mesi la crisi dei mutui subprime, negli Stati Uniti, è esplosa. Le prime due vittime sono due ex manager di Bear Stearns, arrestati dall'Fbi con l'accusa di frode, complotto e insider trading. I due sarebbero responsabili del disastro economico che ha provocato il collasso della mercato immobiliare.

Ma la lista è molto più lunga: nell'ambito dell'inchiesta partita gia a marzo, la 'operation malicious morgages', le autorità hanno incriminato 406 persone, 300 delle quali sono state arrestate. I dati sono stati diffusi solo oggi, dopo la retata delle ultime 24 ore che ha portato all'arresto di altre 60 persone.

"Il dipartimento della Giustizia - ha spiegato il viceprocuratore federale Mark Filip - è determinato a portare alla luce e punire le frodi sui mutui, per contribuire a riportare la stabilità e la fiducia nel nostro mercato immobiliare e in quello del credito".

Ralph Ciotti e Matthew Tannin, i due manager di hedge fund falliti che facevano capo a Bear Stearns, che oggi rischiano fino a 20 anni di carcere, sono stati prelevati dalle rispettive abitazioni a Manhattan e nel New Jersey e ora si trovano a dover rispondere davanti alle autorità del fallimento dei fondi speculativi che hanno provocato la crisi subprime.

L'attenzione degli investigatori è valutare l'intento criminale che sta alla base delle presunte frodi. Nel mirino, infatti, non ci sono le frodi sui sui mutui, ma anche quelle studiate per far aumentare i profitti. "I mercati devono essere preparati a eventuali nuovi fallimenti", ha detto ieri il segretario del Tesoro Henry Paulson.

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