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Stefano Caldoro si ribella e si difende dalle accuse

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Il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro ha deciso di far sentire la propria voce dopo le accuse rivoltegli contro. Accuse secondo le quali la colpa della grave situazione che si sta registrando a Napoli, sul fronte dell'emergenza rifiuti, sarebbe da imputare a lui. Caldoro è coinvolto nell'inchiesta della procura di Napoli in cui risulta indagato per epidemia colposa nell'ambito dell'emergenza rifiuti. Così il presidente della Regione Campania ha pronunciato un sonoro 'Non ci sto'.

I video sull'emergenza rifiuti a Napoli

Nel corso della conferenza stampa a Palazzo Santa Lucia, Caldoro ha fatto sapere che la Regione prenderà misure precise, abbandonerà i tavoli finché non ci sarà una risposta forte del governo e degli enti locali della Campania.

Il presidente della Regione Campania ha spiegato che non è disposto a pagare le colpe di 15 anni di inadempienze e responsabilità dei Comuni, responsabilità perduranti ancor oggi; che non è disposto a pagare le colpe dei ricatti e del boicottaggio della camorra; che non è disposto a pagare per i comportamenti irresponsabili, di fronte a questa emergenza nazionale, della Lega Nord. E proprio a proposito del Carroccio, secondo il governatore della Campania la posizione della Lega è incomprensibile e inaccettabile.

Caldoro ha poi espresso fiducia nel lavoro della magistratura e ha precisato che la Regione ha assicurato i conferimenti di spazzatura, smaltendo da gennaio a giugno centomila tonnellate di rifiuti di Napoli e della provincia nel resto della Campania e fuori regione, almeno fino a quando la sentenza del Tar del Lazio non ha bloccato questi trasferimenti.

Nel frattempo, attraverso una nota il vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano ha spiegato che 'la situazione resta critica, ma da quattro giorni continuiamo a registrare una diminuzione del numero di tonnellate di rifiuti in strada'. Sodano ha poi aggiunto: 'E' di fondamentale importanza, però, che da domani la Regione liberi il transito verso le altre province, come si era impegnata a fare nei giorni scorsi in sede istituzionale, e autorizzi i mezzi della città di Napoli a sversare. Senza questa disponibilità e senza l'approvazione del decreto da parte del Governo la situazione si aggraverebbe di nuovo, vanificando tutti gli sforzi compiuti fino ad ora'.

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