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Steven Sotloff, decapitato dall'Isis un altro reporter americano: video shock, minacce agli Usa

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Le minacce dell’Isis nei confronti dei nemici occidentali si sono tradotte nell’ennesimo atto di barbarie contro un cittadino americano, rapito dai miliziani fondamentalisti anti-Assad in Siria un anno fa e decapitato pochi giorni dopo l’esecuzione di James Foley.

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Stessa dinamica, identico il boia scelto per eliminare il prigioniero, Steven Sotloff, secondo il macabro rituale ormai tristemente noto all’opinione pubblica mondiale e mostrato solo nella fase iniziale dal video messo in rete dallo Stato Islamico.

Costretto a lasciare un ultimo messaggio al suo Paese prima di essere giustiziato con la pena della decapitazione, Sotloff ha dichiarato di dover "pagare il prezzo" con la vita degli attacchi Usa contro le postazioni dell'Isis in Iraq e in Siria.

(Orrore in Siria, il boia dell'Isis decapita un altro giornalista americano, in rete il video)

Secondo un copione già visto ad agosto in occasione dell'assassinio di Foley, è toccato al tagliagole scelto dallo Stato Islamico per eliminare l'ostaggio statunitense il compito di lanciare l'avvertimento ad Obama e alleati, messi in guardia dall'eventualità di una sfida all'ultimo sangue con le forze islamiste attive sia sul fronte iracheno che sul territorio siriano.

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Nel video dalla durata di circa 2 minuti diffuso per rivendicare la punizione esemplare di un "infedele" a stelle e strisce, John il britannico ha invitato gli Stati Uniti a "lasciare in pace" il "popolo" rappresentato dall'Isis. Il solito coltello brandito verso il prigioniero e poi accostato alla sua gola ha completato il messaggio, dando concretezza alle minacce cruente dei rapitori.

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Steven Sotloff aveva 31 anni e svolgeva il suo lavoro di reporter freelance nei territori del Medio Oriente flagellati dai conflitti degli ultimi anni, documentandone con riprese e testimonianze dirette gli sviluppi. Inutile, per quanto disperato, l'appello della madre del giornalista americano rapito per una liberazione dell'ostaggio in mano agli uomini fedeli al cosiddetto "Califfato" di Al Baghdadi.

C'è ansia adesso, di fronte all'escalation di violenza contro i cittadini occidentali catturati dai fondamentalisti nei territori sotto il controllo dei gruppi armati aderenti allo Stato Islamico, per la sorte dell'inglese David Cawthorne Haines, chiamato espressamente in causa come prossimo obiettivo dal boia dell'Isis nel video della decapitazione del cronista statunitense.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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