Excite

Stipendi docenti e personale scuola, 150 euro in meno da gennaio: Saccomanni chiede restituzione scatti di anzianità

  • Getty Images

di Claudia Gagliardi

"Danno e beffa" per gli insegnanti e il personale scolastico, come ha commentato Davide Faraone, responsabile Scuola del Pd: circa 300mila tra docenti e personale scolastico si ritroveranno 150 euro in meno dalla prossima busta paga, quella di gennaio, perchè obbligati a restituire allo Stato gli scatti di anzianità percepiti del 2013.

Risultato: a partire dalla busta paga di gennaio si ritroveranno una decurtazione sullo stipendio di circa 150 euro, per un valore indicativo totale superiore ai 12 milioni di euro. La restituzione alle casse del Tesoro, si legge nella nota del ministero dell'Economia, avverrà "con recupero a decorrere dalla mensilità di gennaio 2014 con rate mensili di 150 euro lorde fino a concorrenza del debito". Gli stessi docenti e bidelli si ritroverebbero un recupero sullo stipendio lordo con "l'applicazione di un importo Irpef più basso".

Alla base della richiesta c'è il decreto del Presidente della Repubblica dello scorso settembre che ha eliminato la validità degli anni 2013 e 2014 ai fini della progressione economica di carriera. Il decreto è entrato in vigore a novembre, quando però gli scatti di aprile ed agosto erano già stati pagati: il 27 dicembre il Ministero dell'Economia ha deciso di riprendersi gli scatti pagati e non dovuti.

La richiesta di Saccomanni ha trovato reazioni nella stessa compagine di governo: il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza ha scritto una lettera al titolare del dicastero Fabrizio Saccomanni chiedendo di "soprassedere" alla richiesta del recupero delle somme dagli stipendi di docenti e personale scolastico. Dal Miur si rende noto che la Ministra ha chiesto di sospendere la procedura prima che vengano ultimati i conteggi sugli stipendi di gennaio e che quindi si operino le trattenute per il recupero degli scatti.

Ma la reazione più forte è arrivata dal responsabile Scuola e Welfare del Partito democratico Davide Faraone, che ha parlato di danno e beffa: "Si tratta di importi provenienti dal taglio dei fondi di funzionamento delle scuole che erano stati promessi ai docenti come pagamento dei dovuti scatti di stipendio. Il danno, cioè il taglio di quei fondi sacrosanti, si somma adesso alla beffa: una volta percepite e spese queste somme i docenti le dovranno restituire". Faraone ha auspicato che si tratti di "un equivoco" e si è detto "sorpreso" perché per l'ennesima volta "si va a punire col segno meno l’unica categoria di lavoratori dello Stato che ha prodotto nel 2013 un segno più".

La restituzione di circa 150 euro mensili, ha però specificato il ministro Saccomanni, non si può in alcun modo evitare: "E' un atto dovuto da parte dell'amministrazione" ha dichiarato il titoare dell'Economia, ricordando che é in vigore un provvedimento che ha esteso il blocco degli scatti a tutto il 2013. Sul piede di guerra i sindacati della scuola, che si dicono pronti a scioperare e attaccano pesantemente la decisione del governo Letta di bloccare retroattivamente anche lo scatto del 2013.

Anche il segretario del Pd Matteo Renzi è intervenuto sulla questione intervistato a Otto e mezzo: "A me non interessa parlare di rimpasto, ma se il ministero dell'Economia richiede indietro 150 euro agli insegnanti io mi arrabbio (...) Non stiamo su 'Scherzi a parte'. Non puoi dare dei soldi e poi chiederli indietro".

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017