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Strage Afghanistan, La Russa: 'Rimaniamo fino al 2011'

Sabato scorso, la strage. Quattro nuove vittime, tutti alpini, nella zona di Farah, Afghanistan. Poi le rivendicazioni.

Quella dei talebani, per mezzo del portavoce ufficiale Qari Muhammad Yousaf. Nel corso dell'attacco 'dieci veicoli del convoglio sono stati distrutti con la morte di tutti i soldati che si trovavano a bordo'.

Dopo le ennesime vittime - Gianmarco Manca, Francesco Vannozzi, Sebastiano Ville, Marco Pedone - si fa doveroso ripensare alla missione italiana in Afghanistan, ma solo nei termini di sicurezza. Per il ministro Ignazio La Russa, infatti, nessun ritiro a breve e una conferma: 'Rimarremo fino al 2011'.

Un incontro con i giornalisti al Comando Regione Lombardia dell’Aeronautica di piazza Novelli. Poi la rivelazione: il convoglio dei soldati era già stato attaccato il giorno prima. Un augurio che fa comunque male dinnanzi a tanto sangue: 'Che il seme della concordia possa germogliare più facilmente nel ricordo e nell'omaggio di chi ha dato la vita per la patria e per la pace'. Intanto 'conosciamo il pericolo di una missione internazionale, ma questo non lenisce il dolore e non subentra mai l'assuefazione, il dolore è sempre uguale e speriamo sempre sia l’ultimo. Però lo sforzo dell'Italia rimane. La critica è legittima, l'importante sia fondata e non pretestuosa e strumentale. Quando sento parlare di ritiro in occasione di un evento luttuoso, più che critica mi viene in mente uno sciacallaggio'.

Ma il segretario del Prc-Federazione della sinistra Paolo Ferrero risponde: 'Al ministro La Russa, che chiama sciacalli quanti propongono il ritiro dall'Afghanistan, propongo uno scambio: lui se ne vada in Afghanistan e a noi rimandi indietro tutti quanti i nostri militari vivi e vegeti. Così avrà modo di verificare sulla sua pelle le sue idee bellicose e anticostituzionali. Del resto la Costituzione Repubblicana si è potuta fare solo perché i fascisti, la parte politica di La Russa, hanno perso la guerra. Oramai anche i militari ci dicono la stessa cosa che noi affermiamo da tempo: in Afganistan non c'è una missione di pace, bensì la guerra. La nostra costituzione vieta la guerra e quindi si tratta di una missione completamente illegale a cui va posto fine'.

L’unico ripensamento di La Russa, però, è in materia di sicurezza. 'Personalmente mi sono impegnato per far potenziare la blindatura dei blindati “Lince” e attrezzarli con dissuasori elettronici in grado di impedire l'attivazione degli ordigni esplosivi con impulsi radio. Questo purtroppo era a pressione e di un’inaudita potenza ma è nella logica rincorsa tra chi attacca e chi si difende. Quindi di fronte alla nuova strategia dei guerriglieri è il caso forse di pensare a utilizzare altri mezzi corazzati, come i Freccia meno agili ma più robusti', ha sottolineato La Russa.

Per contrastare dunque questo terrorismo, 'occorre che sia il Parlamento a decidere se, a differenza di quello che anch'io finora ho ritenuto, armare i nostri bombardieri' Decisioni simili sono già state prese da Stati Uniti, Inghilterra, Francia.

Il segretario del Pd Pierluigi Bersani invita intanto il governo a riflettere: 'È ora che l'Italia chieda una vera puntualizzazione della strategia. Bisogna riflettere con gli alleati su cosa voglia dire questa famosa nuova fase, essendo chiaro che non si può agire fuori dal contesto delle alleanze'. E parole giungono anche da Piero Fassino. 'Il problema è delicato e va affrontato con responsabilità e discusso in tutti i suoi aspetti. Penso che il Parlamento debba discutere escludendo provvedimenti propagandistici che non servono per la sicurezza vera dei nostri militari e valutando attentamente i rischi di cui ha parlato il ministro. È sbagliato parlare di guerra perché c'è una differenza sostanziale tra chi fa la guerra e una missione di pace. Dei 34 soldati morti in Afghanistan nessuno è caduto in un'azione bellico offensiva. Noi non siamo là per fare la guerra'.

A Herat, intanto, l'ultimo saluto ai militari in una camera ardente allestita presso la sala Folgore del Regional Command West di Herat. Questa mattina, poi, i corpi sono arrivati all'aeroporto di Ciampino sul C-130 dell'Aeronautica Militare. Domani i funerali solenni.

(foto © LaPresse)

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