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Strage di Bologna, sono passati 31 anni

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Era il 2 agosto del 1980 quando una bomba, esplodendo nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione di Bologna, fece 85 vittime ed oltre 200 feriti. Da allora sono trascorsi 31 anni. E come ogni anno, il 2 agosto, si ricorda quel tragico giorno e si commemorano le vittime di quella strage.

Strage di Bologna - il video

All'epoca presidente della Repubblica era Sandro Pertini. L'allora capo dello Stato, recatosi subito dopo la strage all'ospedale Maggiore dove era stata allestita una delle tre camere mortuarie, ai giornalisti presenti disse: 'Signori, non ho parole siamo di fronte all'impresa più criminale che sia avvenuta in Italia'.

L'anno scorso, in occasione del trentennale (leggi la notizia), i rappresentanti del governo non hanno partecipato alle celebrazioni per evitare i fischi dopo le dure contestazioni del 2009 al ministro Sandro Bondi. E la cosa ha suscitato polemiche. Anche quest'anno l'esecutivo ha deciso di non prendere parte alla commemorazione.

Per il secondo anno consecutivo il governo ha delegato il prefetto Angelo Tranfaglia, il quale ha detto: 'C'è bisogno di conoscere fino in fondo quello che è accaduto. Bisogna avere fiducia che si arrivi a una verità più completa, lo si deve ai parenti delle vittime, alla città, al Paese. L'auspicio è che questa fiducia e questa speranza siano alimentate da un rinnovato e condiviso clima di collaborazione tra istituzioni e cittadini che possa superare anche quegli elementi di incomprensione che hanno accompagnato negli anni questa vicenda e in particolare le celebrazioni commemorative'.

Ma il presidente dell'associazione famigliari delle vittime, Paolo Bolognesi, il quale già lo scorso anno aveva sottolineato il fatto che chi era assente aveva perso un'occasione, prendendo la parola nella sala del Consiglio comunale ha detto: 'Siamo un Paese particolare: siamo in guerra con il terrorismo in Afghanistan ma proteggiamo i mandanti del terrorismo nostrano'.

Bolognesi ha così chiesto, ancora una volta, la verità. Ogni anno l'Associazione delle vittime chiede ai rappresentanti del governo di conoscere i veri mandanti. A tal proposito Bolognesi ha affermato: 'La stagione del terrorismo cominciata in piazza Fontana non è ancora terminata perché manca la verità su questa strage'. E ancora: 'Quattordici stragi e nemmeno un mandante'.

Il presidente dell'associazione famigliari delle vittime ha poi sollevato la polemica contro il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Bolognesi ha detto: 'Non voglio soffermarmi sulla mancanza dei ministri, il problema vero sono le prese in giro, le promesse non mantenute sui risarcimenti e sulla verità. Il 9 maggio il premier disse: bisogna aprire gli armadi della vergogna. Ma da allora nulla, non una singola carta è uscita. Quella era una frase fatta solo per andare sui giornali'.

Dopo la cerimonia in Comune, alla quale tra gli altri hanno preso parte la figlia di Aldo Moro, Agnese, una nipote del giudice Mario Amato, ucciso da un commando Nar il 23 giugno del 1980, l'avvocato Guido Calvi del CSM e numerose autorità locali, è partito il corteo in direzione della stazione di Bologna. Alle 10.25, ora della strage, ci sarà un minuto di silenzio e poi il fischio prolungato di un treno accompagnerà il volo di 85 palloncini.

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