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Strauss-Kahn sarebbe a rischio suicidio

Il direttore del Fmi Dominique Strauss-Kahn potrebbe tentare il suicidio. Secondo quanto riferito dalla Nbc il direttore del Fmi, 62 anni, rinchiuso in una cella a Rikers Island dopo essere stato accusato di violenza sessuale ai danni di una cameriera dell'hotel Sofitel a New York (leggi la notizia), è tenuto d'occhio dalle guardie carcerarie perché è a rischio suicidio. A quanto pare il direttore del Fondo monetario internazionale è guardato a vista ogni 15-30 minuti ed è stato obbligato ad indossare una tuta e scarpe prive di lacci.

Strauss-Kahn rimarrà in cella fino a venerdì 20 maggio quando sarà una giuria popolare a giudicarlo. Nel frattempo sembra che il Fmi stia cercando di contattarlo per convincerlo a rassegnare le dimissioni. Non tutti i 24 componenti del board però sarebbero d'accordo. E' per tale ragione che il Fmi ha deciso di avanzare una richiesta al banchiere pur avendo facoltà di rimuoverlo dalla carica.

Il caso di Strauss-Kahn ha scatenato le ministre dell'Ecofin che condannano senza se e senza ma il reato di cui si è macchiato il direttore del Fmi. Le ministre hanno chiesto che Strauss-Kahn si assuma le proprie responsabilità e faccia un passo indietro. Mentre dure critiche al sistema giudiziario statunitense sono arrivate dal Partito socialista francese. Il Partito ha definito 'rivoltanti' le immagini di Strauss-Kahn in manette. L'ex ministro della Giustizia, Elisabeth Guigou, ha voluto sottolineare che in Francia non funziona allo stesso modo. Secondo l'ex ministro della Giustizia quanto accaduto finora dimostra che negli Stati Uniti la giustizia funziona 'unicamente a carico e lascia pochissimo posto alla difesa'.

Il primo segretario del Partito socialista francese, Martine Aubry, ha comunque fatto sapere che 'non è il momento' di parlare dell'eventuale candidatura di Strauss-Kahn alle primarie per le presidenziali del 2012. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente francese Nicolas Sarkozy. Durante un incontro a porte chiuse con gli esponenti della maggioranza dell'Ump a Parigi, Sarkozy ha detto: 'Serve lavoro, sangue freddo, coraggio, unità e direi anche dignità'. E il primo ministro francese Francois Fillon ha affermato: 'Se i fatti imputati a Dominique Strauss-Kahn fossero confermati, saremmo in presenza di un atto molto grave per cui non ci può essere alcuna scusa'.

Secondo quanto reso noto dal quotidiano New York Post, a quanto pare i difensori del direttore del Fmi punterebbero a dimostrare che quanto accaduto sabato scorso nella suite del Sofitel non sarebbe stata una violenza a sfondo sessuale, ma un rapporto consensuale.

Di avviso diverso l'avvocato della cameriera che ha denunciato la violenza, un'immigrata africana di 32 anni, arrivata negli Stati Uniti dalla Guinea lo scorso inverno, vedova e madre single di una quindicenne. Secondo il quotidiano Le Figaro la donna, che vive in un appartamento nel Bronx, si fa chiamare Ofelia, ma il suo vero nome è Nafisatu Dialo. L'avvocato della donna ha fatto sapere che la sua assistita non conosceva l'identità di Strauss-Kahn. Sapeva che si trattava di un 'vip', perché la direzione dell'hotel aveva posizionato una sua fotografia nel locale in cui si cambiano gli impiegati in modo tale da allertarli della sua presenza nell'albergo, ma non sapeva chi fosse.

A quanto pare subito dopo l'aggressione la donna ha chiamato il fratello, al quale ha raccontato che le era accaduto qualcosa di grave. Il legale della donna ha spiegato che la sua cliente vuole mantenere l'anonimato perché è molto spaventata da quel che le potrebbe accadere, 'si sente minacciata fisicamente'. L'avvocato ha affermato: 'E' una persona che rispetta il fatto che in questo Paese ci siano leggi: arriva da un Paese in cui la legislazione è scarsa e scarsamente applicata. Sentiva di aver l'obbligo di raccontare quel che le è accaduto e non ha pensato ad altro che a dire la verità'.

 (foto © LaPresse)

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