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Studenti in rivolta, slitta la riforma Gelmini

Quella di ieri è stata l'ennesima giornata di mobilitazione riguardante l'iter del ddl Gelmini. La protesta di studenti, universitari e ricercatori ha toccato infatti tutta Italia. Stazioni, piazze, monumenti, cortei e manifestazioni oltre alle occupazioni di varie Facoltà.

Gli studenti hanno occupato addirittura quattro monumenti: il Colosseo a Roma, la Mole Antonelliana a Torino, la Torre di Pisa, e Sant'Antonio a Padova. I luoghi della cultura, insomma, trasformati per una volta in luoghi simbolo della protesta. E la prossima settimana, da quanto si apprende, ci sarà il bis.

Non sono mancati scontri e tafferugli tra studenti e forze dell'ordine. A Milano due episodi, nei pressi di Piazza Leonardo da Vinci e poi in viale Abruzzi all'angolo con Viale Gran Sasso. Gli organizzatori del corteo, in una conferenza stampa improvvisata sul tetto della Facoltà di Fisica del Politecnico, hanno parlato di 'carica selvaggia' e 'brutale aggressione' da parte delle forze dell'ordine. La questura ha invece precisato che in entrambi i casi si è trattato di brevi tafferugli.

A Firenze non è andata meglio: un ragazzo ferito e trenta manifestanti denunciati. Il caos si è vissuto davanti alla sede del polo di Scienze sociali dell'Università di Firenze dove era in programma un incontro con il sottosegretario Daniela Santanché. Sono volate pure manganellate.

Nessun ferito, ma attimi di tensione a Roma dove solo il giorno prima la protesta era andata in scena fuori al Senato. Il corteo degli studenti, partito da La Sapienza e diretto a Montecitorio, ha occupato il Colosseo. I manifestanti, dopo aver urlato slogan ed esposto striscioni hanno provocatoriamente annunciato l'occupazione anche del Vaticano.

Torino e la Mole Antonelliana come palcoscenico della protesta di quanti dicono 'no' alla riforma dell'Università. La Torre di Pisa è stata interdetta per più di un'ora ai turisti. Infine, a Padova, un gruppo di studenti ha occupato la basilica di Sant'Antonio.

Dopo lo slittamento di ieri comunque, martedì è in programma il voto finale in Aula alla Camera del ddl Gelmini. 'Si tratta di un emendamento di scarso rilievo – ha fatto sapere la stessa Gelmini - mi auguro che non accada che vengano votati emendamenti il cui contenuto stravolga il senso della riforma, non sarebbe accettabile. Se così fosse come ministro mi vedrei costretta a ritirarla'.

Parola all'opposizione: 'Gelmini dice che noi non siamo disposti a discutere in Parlamento, le faccio una proposta: lei ritiri questo provvedimento, io sono pronto a discutere con lei e con il ministro Tremonti su come correggere alcune distorsioni di questa legge e come trovare risorse finanziarie per sostenere il diritto allo studio e alla ricerca', ha affermato il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Ma la Gelmini si chiede 'perché una parte degli studenti sia schierata con i baroni'.

(foto © LaPresse)

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