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Studenti oggi in piazza, Roma blindata

C’è da stare con gli occhi aperti, molto aperti. Gli studenti si preparano infatti a manifestare a Roma, ancora una volta, contro la riforma dell'Università che potrebbe essere approvata in via definitiva dal Senato proprio oggi nonostante i ritardi per il caos di ieri sul voto degli emendamenti.

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Una protesta dalle due facce: la prima vede l'invito al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affinché non firmi la legge una volta approvata. La seconda comprende le iniziative messe in campo per disciplinare la protesta ed evitare che degeneri in scontri con la polizia. E a proposito di Napolitano, nella lettera a lui rivolta, ecco cosa gli studenti scrivono: 'Se porrà la Sua firma alla legge Gelmini Lei sancirà la cancellazione del Diritto allo Studio, uno dei diritti fondamentali della Costituzione intesa come patto fondante della nostra società, che garantisce equità e democrazia'.

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E così il centro della Capitale appare blindato e c'è anche una zona rossa per impedire che manifestanti arrivino nelle zone delle aule parlamentari e della sede del governo. Gli stessi studenti, comunque, fanno sapere che non violeranno l'area, che sfileranno con fiori in mano e i simboli pacifisti dipinti sul volto. Secondo il piano, gli universitari della Sapienza dovrebbero partire da Piazzale Aldo Moro mentre quelli di Roma Tre da Ostiense. Un terzo corteo, formato dai liceali, partirà invece da piazza Trilussa.

Tutto in piena tranquillità. 'Lasceremo i palazzi del potere nella solitudine della loro miseria e andremo nella altre zone della città, per parlare con chi come noi è inascoltato da quelli stessi palazzi', si legge nella lettera della Sapienza indirizzata al sindaco di Roma Gianni Alemanno, al questore di Roma Francesco Tagliente e al prefetto di Roma Giovanni Pecoraro.

'Siamo molto lieti di tanta premura nel volerci proteggere, tenendoci lontani dai patetici teatrini e compravendite di parlamentari, che avvengono ormai come consuetudine dentro Montecitorio e Palazzo Madama - proseguono i giovani - e potete stare tranquilli: la politica istituzionale si è già allontanata dai noi e dal resto della società molto tempo fa. Sono proprio i nostri cortei e i nostri blocchi stradali ad aver riportato la politica vera nelle strade e nelle piazze, dall'università a tutta la città. Per il movimento studentesco - scrivono gli studenti - il corteo spontaneo è da anni la vera pratica con la quale far vivere e rendere visibile il diritto di manifestare, la voglia di partecipare e prendere parola sul nostro futuro'.

(foto © LaPresse)

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