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Taormina condannato, discriminazione omofoba sulle assunzioni gay: "Nel mio studio no"

Carlo Taormina è stato condannato per discriminazione dalla Corte d'appello di Brescia, che ha di fatto confermato quanto deciso nell’agosto scorso dal tribunale di Bergamo a carico dell'avvocato romano: risarcimento di 10mila euro ad un’associazione che tutela i diritti delle persone omosessuali, con pubblicazione sul Corriere della Sera della sentenza.

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Causa è una delle tante frasi intrise di omofobia espresse da Taormina, in particolare quella pronunciata nel programma radiofonico La Zanzara nell'ottobre del 2013 quando, rispondendo ad una domanda del conduttore Giuseppe Cruciani che gli aveva chiesto se avrebbe mai assunto un avvocato gay a lavoro, affermò: "Sicuramente no". Continuando poi: "Nel mio studio faccio una cernita adeguata in modo che questo non accada. Perché lo devo prendere [..] si apra un bello studio per conto suo e si fa la professione dove meglio crede". L’associazione "Avvocatura per i diritti Lgbti" aveva quindi denunciato Taormina, vincendo in primo grado e ora anche in appello.

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Per l'ex legale di Annamaria Franzoni e Franco Fiorito, nonché ex parlamentare e sottosegretario nel centrodestra berlusconiano, si trattava di aver manifestato semplicemente il suo diritto alla libertà d'espressione, sancita dall'articolo 21 della Costituzione, ma nelle motivazioni della corte bresciana si legge che Taormina "ha manifestato, pubblicamente, una politica di assunzione discriminatoria", idonea "a dissuadere gli appartenenti a detta categoria di soggetti dal presentare le proprie candidature".

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