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Taranto, sindaco Stefàno in conferenza stampa con due provocanti "veline": bufera su Sel

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Bufera sul sindaco di Taranto Ippazio Stefàno, protagonista di un’iniziativa "sui generis", specialmente per un esponente di Sinistra Ecologia e Libertà.

Laura Boldrini e Sel contro l'uso improprio del corpo delle donne

Con una trovata che immediatamente ha fatto scattare la reazione indignata delle associazioni femministe e di buona parte del mondo politico, il rappresentante del partito di Nichi Vendola ha “abbellito” la sala dove si teneva la conferenza stampa di presentazione delle manifestazioni comunali per il Natale 2013 con due avvenenti fanciulle, vestite con abitino nero succinto e un fiocco rosso sotto il vistoso decolletè.

Su Twitter e su vari siti web locali e nazionali non si sono fatti attendere gli interventi indignati di tanti cittadini, di diverso colore politico ma in buona parte della stessa area culturale del primo cittadino di Taranto, contro quella che secondo la maggioranza dei commentatori è (nella migliore delle ipotesi) una clamorosa mancanza di rispetto verso le donne e l’elettorato di sinistra. In prima fila nella denuncia di questo passo falso di Stefàno l’organizzazione “Se non ora quando”, che ha raccolto decine di cinguettii al vetriolo contro il cosiddetto “sindaco pistolero”.

La pioggia dei tweet non ha risparmiato neanche i piani alti di Sel, accusati di “doppiopesismo” rispetto al tema dell’utilizzo improprio del corpo femminile, autentico cavallo di battaglia dei vendoliani ed in particolare della presidente della Camera Laura Boldrini, non a caso citata in più di un commento: al caustico commento ufficiale di Snoq, sintetizzato dalla frase ad effetto Ragazze infiocchettate nella conferenza stampa del sindaco di Taranto. Il marketing dell'ignoranza non fa prigionieri” sono seguiti messaggi più duri, come quello di Anna Paola Concia (“sto deficiente al prossimo consiglio comunale lui col fiocco dove dico io) e di altri utenti del social network come Carla, amareggiata per la differenza “tra il dire e il fare”, alla luce del fatto che a parole “sono tutti bravi a condannare l'uso strumentale del corpo femminile”.

Una bella gatta da pelare, per quanto meno insidiosa della questione Ilva, per il Governatore della Puglia e il suo gruppo dirigente, che per adesso ha preferito temporeggiare, in attesa di trovare le parole giuste per sdrammatizzare l’accaduto o prendere le distanze da uno degli amministratori più in vista ma più discussi della sinistra radicale italiana.

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