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Tassa sulle bibite, insorge il Pdl. Gasparri: "Spremere le arance, non gli italiani"

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Il cosiddetto "decretone" sanitario sarà presentato in Consiglio dei ministri solo venerdì, ma già da giorni sta agitando le acque dei partiti che compongono l'anomala maggioranza del governo Monti. Un testo che ha suscitato parecchie perplessità perchè interviene con una certa forza su diversi aspetti della nostra quotidianità: stronca i vizi più dannosi e tassa le abitudini più personali, come quelle alimentari. Un intervento a tutto campo che va dal tabacco al gioco, fino alle bibite alcoliche e non.

La bozza del ministro della salute Balduzzi contiene norme contro il gioco d’azzardo, con il divieto di installare apparecchi elettronici entro un raggio di 500 metri dalle scuole e da ogni altro luogo frequentato prevalentemente da giovani. E sempre a tutela dei minori, il decreto prevede un inasprimento delle pene per chi vende tabacco a chi non ha ancora copiuto sedici anni: il divieto esiste già e con l'approvazione del decreto una sua violazione potrebbe costare una sanzione amministrativa da 250 a 1.000 euro. La cifra sale poi fino a 2.000 euro, con la sospensione della licenza per tre mesi, in caso di comportamento recidivo.

Ma a fare più rumore è la tassa sui superalcolici e perfino sulle bibite analcoliche zuccherate: i produttori delle tradizionali bevande gassate e zuccherate dovranno farsi carico di un "contributo straordinario (...) di 7,16 euro per ogni 100 litri immessi sul mercato" per quanto riguarda le bevande analcoliche con zuccheri aggiunti e con edulcoranti, e di "50 euro per ogni 100 litri" per i superalcolici. Una tassa che nel piano del ministro Balduzzi dovrebbe aiutare a regolamentare i consumi di questi prodotti, ma che nello specifico produrrà un ricavato da destinare "al finanziamento dell'adeguamento dei livelli essenziali di assistenza" delle prestazioni sanitarie.

Già durante la presentazione alle Regioni, il 24 agosto, il decretone aveva scatenato la reazione del Pdl, che aveva annunciato una battaglia in Parlamento contro le norme salutiste che non sono altro, secondo gli esponenti del partito di Berlusconi, che l'ennesimo tentativo di tassare gli italiani. A dare voce alla protesta è stato il capogruppo dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che in un comunicato ufficiale ha lanciato la sua proposta politica: nessuna tassa sulle bevande, che sarebbe "demenziale", piuttosto abituiamoci a bere spremute d'arancia. E non è solo una battuta, perchè il tono del comunicato stampa è piuttosto serio.

Il ritorno di Silvio Berlusconi e l'ironia di Facebook

"Per quanto riguarda stili di vita, abitudini alimentari e salvaguardia soprattutto dei bambini - fa sapere Gasparri - non servono nuove tasse sulle bibite, ma una azione positiva che incoraggi, anche attraverso riduzioni fiscali - altro che nuove tasse - il consumo di frutta e succhi al 100% di frutta. Serve una promozione di consumi diversi non il terrorismo fiscale che colpirebbe ulteriormente famiglie già tartassate. Bisogna spremere le arance italiane, non i cittadini". Un concetto ribadito su Twitter che non gli ha risparmiato l'ironia dei suoi followers: "Ti sto portando le banane", scrive Pinuccio.

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