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Teodoro Buontempo è morto: detto 'er pecora', era presidente de La Destra

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Si è spento questa mattina alle 4.30, in una clinica privata di Roma, Teodoro Buontempo, presidente nazionale de La Destra, ma in passato storico esponente di MSI e AN, che lasciò in polemica con Gianfranco Fini. Malato da tempo e in attesa di un trapianto, Buontempo era conosciuto da tutti come 'er pecora', soprannome - invero poco lusinghiero - che come aveva raccontato lui stesso in un'intervista a Sette gli era stato affibbiato da Francesco Rutelli, che "non potendo attaccare Gianfranco Fini, educato, elegante, di buone maniere", se la prendeva invece "l'uomo più famoso della destra romana, mettendone in luce le origini umili".

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Teodoro Buontempo, infatti, arriva a Roma da Ortona nel 1968 e non avendo una lira passa i suoi primi tempi nella Capitale dormendo in macchina o alla Stazione Termini, con i barboni. In poco tempo, però, si fa strada nel mondo dell'attivismo e della politica e diventa prima dirigente de La Giovane Italia e poi segretario del Fronte della Gioventù di Roma. Una vita avventurosa e segnata da un carattere intemperante, la sua, che lo fa diventare figura protagonista della destra.

Nel 1992 viene eletto alla Camera dei Deputati nelle liste del Movimento sociale italiano-Destra nazionale e nel 1994 in quelle di Alleanza Nazionale. In Parlamento torna anche nel 1996 e poi dal 2001 al 2006, come vice capogruppo di AN, da cui fuoriesce nel 2007 per entrare a far parte de La Destra, di cui viene eletto presidente nazionale per acclamazione nel 2008. Parallelamente, Buontempo continua il suo attivismo nella politica locale, ma non riesce e ripetere la fortunata stagione dal 1981 al 1997, durante la quale fu continuativamente consigliere comunale di Roma. Le candidature a vice sindaco e sindaco della Capitale, così come quelle in Provincia, si traducono in flop e l'unico incarico di rilievo degli ultimi anni resta quello di Assessore alla Casa e alla tutela Consumatori nella Giunta del Lazio presieduta da Renata Polverini.

Famoso per il temperamento 'verace' e la voce roca, con cui teneva comizi che hanno fatto storia, Buontempo ha affrontato "la sua ultima battaglia terrena, circondato dall'affetto dei suoi familiari e della comunità politica che ha servito nella sua vita. Il presidente de La Destra ha al suo fianco la moglie Marina e i figli Maria, Gianni e Michele", come scriveva ieri Il Giornale d'Italia, quotidiano online diretto da Francesco Storace. Oggi la notizia della sua morte è stata accolta con cordoglio e rispetto dai vari esponenti della sua parte politica, con Alessandra Mussolini che ha twittato: "Onore a Teodoro Buontempo. Che Dio protegga la tua anima" e Storace che su Facebook ha scritto: "Sapere che Teodoro Buontempo non c'è più è un dolore enorme per ogni uomo di destra e soprattutto per i militanti de La Destra". Ma non sono mancati messaggi anche da chi non ne condivideva la posizione politica, come @BorisSollazzo, che twitta: "Lo ammetto, alla fine mi dispiace per Teodoro Buontempo. Uno con cui non ero d'accordo mai ma di cui rispettavo impegno, passione e veracità".

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