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Tibet: oggi scade l'ultimatum - La diretta

Ancora in fieri la situazione a Lhasa dopo lo scoppio della rivolta di venerdì scorso in occasione del 49esimo anniversario della rivolta contro il dominio della Cina in Tibet. "Consegnatevi e sarete trattati con clemenza, altrimenti sarete puniti severamente". Questo l'ultimatum lanciato dalle autorità di Pechino ai rivoltosi che scadrà oggi alle 17 (ora italiana). Il Dalai Lama ha condannato il "regime di terrore" instaurato dalla Cina in Tibet e ha denunciato il "genocidio culturale" in corso. Ha però confermato il suo "sostegno" alle Olimpiadi di Pechino. Il popolo cinese, ha affermato il leader dei buddisti tibetani a Dharamsala, in India, "ha bisogno di sentirsi fiero" e ha "meritato l'onore" di ospitare i Giochi Olimpici della prossima estate.

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La nostra diretta:

18.00 - "Io penso che debba essere fatto tutto il necessario perchè rapidissimamente si possa dare vita ad una riunione delle commissioni esteri di Camera e Senato in modo che un problema così enorme trovi anche nelle sedi rappresentative del Parlamento un luogo in cui le forze politiche e le istituzioni possano non solo esaminarlo ma anche prendere posizione". Così Fausto Bertinotti, presidente della Camera dei deputati, risponde, ai microfoni di Radio Radicale, alla domanda sulla possibilità di dibattere in Parlamento la questione del Tibet. Riguardo alle Olimpiadi e alla presa di posizione del Dalai Lama, che ha rifiutato il boicottaggio dei giochi, Bertinotti sostiene: "Ciò Conferma questa autorità morale e religiosa, davvero questa capacità di ragionare in termini nonviolenti, questa dismissione della violenza dei rapporti, penso che vada ascoltato anche sulle olimpiadi, proprio come la dice lui". Il presidente della Camera plaude quindi alla maratona oratoria organizzata da Radio Radicale e dal Riformista, anche se non è sicuro di potervi prendere parte a causa degli impegni precedentemente presi per la campagna elettorale.

17.30 - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano giudica "certamente necessaria" una iniziativa dell'Unione Europea per l'emergenza creatasi in Tibet. Napolitano, in visita di Stato in Cile, lo ha affermato insieme al presidente cileno Michelle Bachelet, al palazzo della Moneda.

17.30 - Il comitato organizzatore dei giochi olimpici di Pechino si è rifiutato di fare commenti sull'eventualità di un boicottaggio dell'evento in segno di protesta contro la repressione delle manifestazioni anti-cinesi in Tibet. "Non abbiamo alcun commento da fare per il momento. Vi contatteremo se ci sarà un cambiamento", ha detto oggi Li Zhanjun, direttore del Centro Stampa presso il comitato. Finora nessun governo e nessuna organizzazione sportiva ha suggerito un boicottaggio delle olimpiadi. Gli unici appelli a disertare gli stadi sono giunti da singoli sportivi, esponenti politici e intellettuali. Fra questi, il regista Steven Spielberg che avrebbe dovuto partecipare alla regia della cerimonia d'apertura, l'attore di fede buddista Richard Gere, l'attrice Mia Farrow e il filosofo francese Bernard-Henri Levy.

17.15 - Scaduto l'ultimatum imposto dalle autorità cinesi. I termini temporali per la resa erano stati fissati per le 17 (ora italiana). Si attendono sviluppi e si prospetta un peggioramento in seno alla già cruenta lotta tra cinesi e tibetani per le strade di Lhasa.

17.00 - Durante i disordini di Lhasa, gruppi di giovani tibetani si sono lanciati in una "caccia agli han", l'etnia maggioritaria della Cina, attaccando i residenti cinesi e riversando il loro odio sui loro negozi e ristoranti, secondo un testimone. "Quando si sentivano delle urla, potevate stare sicuri che stavano inseguendo un cinese", ha affermato Juan Carlos Alonso, un turista spagnolo di 46 anni. "Hanno preso una ragazza per strada e l'hanno portata verso una porta, poi hanno cominciato a colpirla con delle pietre. Chiedeva disperatamente aiuto e non so come possa esserne uscita...". "Molti cinesi scappavano per salvarsi la pelle", ha ricordato Alonso in un'intervista prima di partire per la Spagna. Juan Carlos Alonso alloggiava in un albergo nel cuore della Lhasa storica, dove si sono verificati i disordini, ed era arrivato giovedì scorso. "Il loro obiettivo era di distruggere tutto sulla via principale, a cominciare dai negozi e dai ristoranti cinesi". "Quelli nella peggiore situazione erano coloro che si trovavano nei ristoranti o per strada...Avevano coltelli, pietre, machete...utilizzavano tutto quello gli capitava per le mani". "Io non ho mai avuto paura, perchè sapevo che non ce l' avevano con me, ce l' avevano con i cinesi". (...). "Si sono sentiti parecchi colpi di arma da fuoco (venerdì sera). E anche sabato mattina, a più riprese". Andando verso l' aeroporto, due giorni fa, Alonso ha visto militari dappertutto. "Uno di loro è venuto verso di noi gridando, molto aggressivo, sparando in aria col suo fucile. Mi sono detto: se lo abbassa, siamo finiti".

16.25 - Pechino rifiuta categoricamente l'idea di osservatori internazionali in Tibet, ribadendo che i disordini nella regione autonoma "sono un affare completamente interno". Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Liu Jianchao, è tornato a difendere l'operato delle forze dell'ordine cinesi sostenendo che hanno risposto ai disordini «in modo civile: non è stato sparato un solo proiettile e non sono state usate armi letali». Il governo tibetano in esilio ha parlato di almeno 80 dimostranti uccisi durante la repressione delle manifestazioni. Il portavoce cinese ha poi definito «assolutamente naturale» la decisione di bandire tutti i giornalisti e sospendere i permessi di viaggio per i turisti in Tibet a poche ore dalla scandenza dell'ultimatum, alla mezzanotte di oggi (le cinque del pomeriggio in Italia), dato ai rivoltosi per arrendersi: a Lhasa vi è «una situazione abbastanza instabile», ha detto. "Il governo cinese non ha niente da nascondere - ha aggiunto - quello che è successo è abbastanza chiaro". Inoltre Liu ha ancora puntato il dito contro il Dalai Lama, accusando il leader spirituale tibetano di aver fomentato le proteste ed il disordini. "Abbiamo prove schiaccianti del fatto che vi sia il Dalai Lama dietro a questo - ha detto - il Dalai Lama non ha mai abbandonato l'obiettivo dell'indipendenza del Tibet". Nonostante i ripetuti appelli della comunità internazionale, Pechino si è sempre rifiutata di avviare un dialogo diretto con il Dalai Lama.

16.00 - "Quello che sta accadendo in Tibet è incredibile, assurdo, non possiamo rimanere immobili, dobbiamo tutti insieme fare pressioni sulla Cina perchè questo abbia fine. Ho aderito alla manifestazione organizzata da Il Riformista e da Radio Radicale proprio per condannare totalmente ciò che sta accadendo e per ribadire che i diritti sono universali". Lo dice in una nota Enrico Gasbarra, già presidente della Provincia di Roma e candidato del Pd alla Camera dei deputati aderendo alla manifestazione organizzata per domani pomeriggio in piazza Campo dè Fiori a Roma, "Siamo tutti Tibetani. Tibet libero. Cina Libera", promossa da Radio Radicale e da Il Riformista.

15.30 -"Il boicottaggio delle Olimpiadi non può bastare. Al genocidio della Cina contro il Tibet la comunità internazionale e l'Italia deve rispondere con il blocco immediato degli scambi commerciali e minacciando l'embargo economico, come con Cuba". Lo propone Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord. Parlando con l'ANSA, il vicepresidente del Senato ricorda che dopo i fatti di queste ore «la Cina non può più essere considerato un interlocutore economico per il nostro Paese».

15.00 - "Otto atleti italiani mi hanno contattato e mi hanno detto che non parteciperanno alle Olimpiadi. I nomi? Verranno fuori nei prossimi giorni. Sono atleti importanti, dico solo questo. Sono anche un pò imbarazzati ma visto che c'è un ministro degli Esteri in carica vediamo cosa dirà". È quanto ha affermato a proposito delle tensioni in Tibet Daniela Santanchè, candidata premier della Destra, intervenendo a "Viva Voce" su Radio 24. "Bisogna boicottare i Giochi - ha ribadito la Santanchè -. La nostra bandiera non può andare in un Paese dove non sono messi al centro i diritti umani e civili".

14.30 - La Commissione europea è molto preoccupata per la situazione in Tibet, ma non ritiene che un boicottaggio delle Olimpiadi sarebbe una risposta adeguata. È quanto ha dichiarato Christiane Hohmann, portavoce del commissario alle Relazioni Esterne Benita Ferrero-Waldner. "Siamo molti preoccupati - ha affermato Hohmann - per gli eventi in Tibet, ed esortiamo tutte le parti alla moderazione. Ciò significa che ci appelliamo alle autorità cinesi alla moderazione nella loro reazione ma anche ai manifestanti ad evitare la violenza". Quanto al possibile boicottaggio delle Olimpiadi, secondo Hohmann "non sarebbe un modo appropriato di rispondere al problema dei diritti dell'uomo, e cioè (in questo caso) dei diritti religiosi ed etnici dei tibetani». La risposta, ha concluso senza però approfondire, «dovrà essere fatta in un altro modo".

12.55 -Il governo tibetano in esilio ha affermato oggi che le vittime sono state "centinaia", mentre il governo cinese che sostiene che sono in tutto tredici. Il presidente della Regione Autonoma del Tibet, Qiangba Puncog, ha sostenuto che la polizia non ha fatto uso di armi da fuoco e che tutte le vittime sono state uccise dai «ribelli», in una spietata caccia al cinese. Testimoni hanno confermato attacchi contro civili cinesi e hanno riferito che venerdì e sabato scorso si sono sentite delle sparatorie che si sono protratte per alcune ore. Puncog ha anche negato che, come affermato da numerosi testimoni, l'esercito sia intervenuto a dare manforte alle forze dell'ordine.

12.30 - Il segretario di stato americano Condoleezza Rice ha chiesto oggi alla Cina di impegnarsi in un dialogo con il Dalai Lama per mettere fine ai violenti disordini in Tibet. "Si tratta di una sorta di occasione mancata da parte dei Cinesi di impegnare l'autorità morale del popolo tibetano (Dalai Lama, ndr) e spero che essi trovino ancora il mezzo di farlo", ha detto la Rice sull'aereo che la portava a Mosca. "Parlerò di questa questione con il ministro degli esteri Yang" Jeichi, ha aggiunto precisando che gli Stati Uniti hanno "veramente fatto appello da vari anni ai cinesi per trovare un modo di parlare con il Dalai Lama".

12.00 -Mosca giudica "inammissibile" ogni tentativo di politicizzare le Olimpiadi di Pechino e considera come "affari interni" della Cina il regolamento dei rapporti reciproci con il Dalai Lama, capo spirituale tibetano in esilio. Lo rileva un comunicato del ministero degli esteri citato dall'agenzia Itar-Tass. Mosca, prosegue il comunicato, spera che "le autorità cinesi facciano tutti i passi necessari per far cessare tutte le azioni illegali e assicurino al più presto la normalizzazione nella regione autonoma" del Tibet, che la Russia ritiene "parte inseparabile della Cina". Quanto alle Olimpiadi, Mosca si dice sicura che "la parte cinese garantirà il più alto livello dell'organizzazione dei Giochi olimpici, compresa anche la sicurezza sia degli sportivi che degli ospiti".

11.20 - Sono "almeno otto" le persone morte durante gli incidenti che si sono verificati ieri a Ngaba, nella provincia cinese del Sichuan, secondo gli attivisti filotibetani della Campagna Internazionale per il Tibet. Gli incidenti sono scoppiati quando la polizia cinese è intervenuta per disperdere una manifestazione di migliaia di tibetani. Tra le vittime, aggiungono gli attivisti, ci sarebbero almeno un monaco e un ragazzo di 15 anni.

10.20 - Sono 48 i manifestanti tibetani arrestati questa mattina a Kathmandu, mentre altri tre sono stati feriti in modo grave e sono ricoverati in ospedale. Lo riferiscono testimoni sul posto. Tra gli arrestati anche cinque monaci e alcune suore che con altri profughi tibetani protestavano pacificamente dinanzi agli uffici delle Nazioni Unite nella capitale nepalese. Erano poco più di un centinaio i tibetani che si sono dati appuntamento questa mattina dinanzi agli uffici dell'ONU a Kathmandu per sottoporre un appello urgente alle Nazioni Unite chiedendo lo stop del "genocidio". È intervenuta la polizia nepalese che, utilizzando bastoni, ha disperso la folla. Anche nei giorni scorsi c'erano state altre manifestazioni dinanzi agli uffici ONU di Kathmandu.

10.00 - Centinaia di persone sono morte nelle violenze scoppiate in Tibet. È quanto ha affermato oggi il parlamento dei tibetani in esilio a Dharamsala, in India. Ieri la stessa fonte aveva parlato di 80 morti, mentre il Dalai Lama aveva riferito di notizie che parlavano di oltre cento morti. Per il governo cinese le vittime continuano ad essere 13.

09.49 - Le autorità cinesi hanno smentito che sia stato fatto uso di armi letali contro i manifestanti. "Non abbiamo aperto il fuoco", ha dichiarato il governatore Puncog nel corso della conferenza stampa tenuta a Pechino, precisando che le forze dell'ordine si sono limitate ad utilizzare gas lacrimogeni ed un idrante.

08.38 - Tredici "civili innocenti" sono stati uccisi nei disordini di venerdì a Lhasa, in Tibet. Ad affermarlo è stato oggi un alto funzionario cinese, Qiangba Puncog, governatore regionale del Tibet, secondo il quale la situazione a Lhasa starebbe ora tornando alla calma. Secondo le autorità tibetane in esilio, i manifestanti uccisi venerdì nella repressione cinese sono stati almeno ottanta.

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