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Transessuali, rimborso per le cure estetiche

"Maggiori attenzioni da parte del servizio pubblico ai transessuali". Una richiesta che arriva direttamente dal ministro della Sanità Livia Turco. "L'intimità della persona va rispettata e, quindi, credo che il nostro sistema sanitario debba fare uno sforzo. E' una questione di etica".

Un disegno di legge che renda più accessibili, sul piano della rimborsabilità, gli interventi per transitare da un sesso all'altro sarà pronto entro maggio, la Turco chiederà un parere al Consiglio Superiore di Sanità e al Comitato di bioetica. "Non mi sento di affermare che tutto ciò che riguarda il sesso vada considerato un diritto. Credo però che il servizio ospedaliero debba prendersi carico di chi ha bisogno di armonizzare il corpo con la sua identità. Mi chiedo inoltre se sia giusto che a rilasciare le autorizzazioni per il cambiamento di genere debba essere un tribunale anziché un'equipe medica".

Quella della modifica del nome, anche senza aver cambiato i connotati fisici deve essere "una libera scelta. Poter adeguare i documenti a quello che un individuo sente di essere nell'intimo significa mantenere la propria integrità".

L'attuale sistema sanitario rimborsa alcune prestazioni chirurgiche ma solo per la correzione delle caratteristiche sessuali primarie.
La situazione è molto diversa nelle Regioni. Toscana ed Emilia Romagna sono le più evolute e aperte nei confronti di pazienti così speciali. "Mi rendo conto che in molte Regioni il bilancio della Sanità è in rosso - ha detto Vladimir Luxuria -. Noi però abbiamo bisogno di maggiore assistenza, ci deve essere permesso di realizzare l'armonia tra fisico e spirito. Qui non si tratta di avere il lifting gratis e di rifarsi per apparire giovani e belli. Abbiamo diritto alla salute psicofisica".

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