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Travaglio lascia lo studio dopo la lite con Santoro a Servizio Pubblico: fine di un amore? Il video

  • La7

Tanto tuonò che piovve. Le voci di rapporti tesissimi tra Michele Santoro e Marco Travaglio circolavano da tempo, già dopo la prima puntata alcuni quotidiani riportarono che il vicedirettore de Il Fatto Quotidiano non aveva assolutamente gradito il fatto di essere stato posizionato in scaletta quasi a mezzanotte. Ieri, 16 ottobre 2014, a Servizio Pubblico si è arrivati però al punto più alto o forse più basso, dipende dai punti di vista, con un battibecco anche urlato in diretta televisiva su La7 che si è concluso con l’abbandono dello studio da parte di Travaglio.

(Servizio Pubblico, Marco Travaglio abbandona lo studio)

La rottura definitiva arriva in onda poco prima delle vignette di Vauro quando in studio si stava discutendo dell’alluvione di Genova con il governatore della Liguria Claudio Burlando, un duro confronto sulla gestione del territorio in questi anni e sulle cause del disastro. Il giornalista attacca, il politico ribatte che è facile solo criticare, Travaglio replica ancora: “Il mio mestiere è raccontare, il suo, che è ben pagato, è quello di evitare che succedano queste cose”. Subito dopo arriva l’intervento di un ragazzo, uno degli spalatori di fango, e anche con lui nasce un battibecco e Travaglio si sente sotto tiro e attacca: “Qui mi sembrano tutti matti”.

Servizio Pubblico, lite Travaglio-Sallusti: "Difendi Renzi". La replica: "Fai lo stesso con Grillo"

La situazione sta per degenerare. Il giornalista interrompe Burlando: “Risponda delle porcate che ha fatto col cemento a Genova”. Santoro sbotta: "Lascialo parlare, Marco. Non è giusto questo. Non è giusto. Marco, non è giusto! Ha appena ricevuto delle critiche ed è giusto che possa replicare. Basta, questo è un luogo democratico. Non si insultano le persone, basta. Questo è un luogo di discussione". "Io non ho insultato nessuno" dice Travaglio,“Basta” chiude Santoro.

La lite arriva alla conclusione e Travaglio abbandona lo studio (come uno Sgarbi qualunque). Il conduttore torna poi a fine puntata sull’argomento: Sono trent’anni che faccio questo mestiere e che credo nel libero confronto. Finché esisterò tutti avranno il diritto di dire la propria. Se in questo Paese sta emergendo la voglia di non ascoltare gli altri, io non la condivido e non la condividerò mai”. Nei mesi scorsi si era già parlato di frizioni tra i due tanto che, secondo alcuni quotidiani, politici importanti non accetterebbero di andare ospite da Santoro per non confrontarsi con Travaglio. Ora cosa succederà? La storica collaborazione tra i due giornalisti continuerà?

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