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Tremonti: "Se c'è ricchezza va a famiglie e pensionati"

"Se c'è sviluppo e ricchezza da distribuire questa va distribuita in termini fiscali a favore di redditi da lavoro dipendente, delle pensioni e della famiglia. Si tratta di un impegno che pensiamo di formalizzare e prendere prima dell'estate. L'andamento delle entrate fiscali fa escludere l'esistenza o la sopravvivenza di tesoretti", queste le parole pronunciate dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, durante un'audizione parlamentare sulle linee guida del Dpef e della manovra.

Tremonti ha poi affermato che nel corso dell'anno "si è rovesciata la tendenza conti pubblici". In seguito all'emersione di dati precedentemente non rilevati, il ministro dell'Economia ha affermato che si è passati dal deficit 2007 di 1,9% al 2,5% rilevato a maggio, con tendenza in salita. "Vista la situazione dei conti pubblici - ha spiegato Tremonti - abbiamo scelto di non aumentare le tasse sui redditi della popolazione, ma di aumentare la tassazione su alcuni settori in alcuni settori: petrolieri, banche e assicurazioni, facendo tornare l'aliquota Ires al 33%".

Il ministro ha anche sottolineato di essere pronto a prendere in considerazione proposte alternative fattive di riduzione della spesa da parte delle opposizioni, a patto che si tratti di  "un'alternativa di misure ad effetto equivalente". Tremonti ha poi affermato che ci sono "soldi per finanziare un buon contratto del pubblico impiego". E in relazione al problema dell'inflazione programmata ha spiegato che "formalmente la devi mettere, va previsto un livello da inserire nei documenti ufficiali". Per quest'anno il livello è dell'1,7%.

Secondo il ministro quella in corso è la crisi più grave dal dopoguerra. "Le coordinate economiche del Dpef - ha detto Tremonti - sono state sviluppate sotto il vincolo della grave crisi economica in atto in italia e nel mondo. Negli anni passati siamo stati accusati di non essere pro mercato, adesso molti si interrogano sui limiti del mercato. Nell'estate del 2007 - ha poi aggiunto - qualcuno aveva parlato di una crisi soltanto finanziaria, senza effetti sull'economia reale. Adesso si scopre che è la crisi più grave dal dopoguerra con effetti non limitati al solo campo finanziario, ma estesi anche alla vita della gente. Io ho i titoli per discutere di questo, altri non hanno i titoli morali perché hanno concorso a creare il male che sta arrivando".

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