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Trento: la guerra della moschea

Una colletta di solidarietà per aiutare la comunità islamica locale a costruirsi un luogo di preghiera ha scatenato una "bufera pasquale" a Trento, tanto più che a farsi promotore dell'iniziativa è stato, proprio prima di Pasqua, il frate cappuccino Giorgio Butterini della Comunità di San Francesco Saverio. Un'autentica doccia fredda per l'arcivescovo Luigi Bressan.

La colletta, infatti, dopo due giorni è stata bruscamente interrotta dal suddetto vescovo con parole fin troppo chiare: "Ogni gruppo religioso provveda a se stesso, padre Butterini fermi subito la donazione di quei fondi". Scontato il plauso della Lega Nord, che da mesi si batte proprio contro la costruzione di quella moschea.

"Conosco da anni l'arcivescovo Bressan e mi raccontava spesso delle sue esperienze positive in Pakistan a contatto con la popolazione islamica. Mai avrei ritenuto che disapprovasse questa iniziativa", ha detto il frate cappuccino in una intervista. "Sono stupito - ha aggiunto - Che sia stato influenzato dalla Lega Nord? Non capisco i trentini. Celebrano Chiara Lubich per la sua opera a favore dell'ecumenismo e poi vanno a mettere la propria firma alla raccolta promossa dalla Lega che gioca sulle paure antropologiche della gente". Nonostante il divieto del vescovo, il frate ha annunciato che donerà lo stesso la cifra raccolta per la moschea.

In aiuto del frate si schiera Ruggero Purin, segretario della Cgil del Trentino: "Il vescovo, piuttosto che opporsi alle iniziative anti-costituzionali della Lega Nord, preferisce esprimere il suo dissenso nei confronti dell'azione dei padri cappuccini con una motivazione poco ecumenica. Ma non dice che la confessione religiosa cattolica, è sostenuta da denaro pubblico e quindi da risorse di persone non appartenenti alla sua religione".

Vicini a Butterini anche i valdesi del Trentino: "Non si può che aderire alla raccolta di offerte per il locale di culto della comunità Islamica". Ha affermato Salvatore Peri, presidente della Comunità Valdese nell'esprimere "piena solidarietà per il fratello padre Butterini e per la comunità di San Francesco Saverio a Trento".

L'imam Aboulkheir Breigheche ha infine illustrato il progetto della nuova moschea: "Più che una moschea il nostro sarà un centro culturale, di incontro, un punto di ascolto e di preghiera per favorire l'integrazione. Niente cupole e minareti. Ci sarà una grande sala per la preghiera, la biblioteca, luoghi per convegni e studio. Si incontreranno le famiglie". Breigheche presto incontrerà padre Butterini. "Il suo è stato un gesto dal forte valore simbolico che proviene dal vero trentino, quello della solidarietà e dell'accoglienza".

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