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Tsipras, il programma di Syriza per la Grecia: dal "no" all’austerità alla giustizia sociale, i punti fermi del nuovo governo

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Punto centrale, eletto a slogan con notevoli risultati in termini di consenso alle urne, del programma di governo della lista Syriza trionfatrice alle urne, è il “no” secco alle politiche di austerità della “Troika” alla guida dell’Europa.

La sinistra radicale conquista la maggioranza in Grecia, Tsipras al governo con Syriza

Nessun tentennamento, né in campagna elettorale né tantomeno dopo la vittoria storica della sinistra alle Legislative del 2015, sembra trapelare riguardo la traduzione in concreto del progetto di allentamento della morsa dei vincoli “rigoristi” dell’Ue dalle parole del premier in pectore della Grecia, il 40enne ingegnere Alexis Tsipras.

La natura progressista della coalizione di partiti premiata dal popolo ellenico con oltre il 36% dei voti e 149 seggi in Parlamento, quasi maggioranza assoluta, si evince dalle rivendicazioni di Syriza in tema di spesa pubblica, salari, tassazione delle rendite e redistribuzione della ricchezza dal basso verso l’alto, punti del programma in armonia con la tradizione dei partiti di sinistra radicale.

In particolare, la lista portata avanti fino alla vittoria da Alexis Tsipras si propone di abolire i privilegi fiscali, agevolando i ceti svantaggiati con una politica economica basata sul sostegno alle categorie maggiormente colpite dalla crisi dell’ultimo lustro, ma anche combattendo la fuga di capitali all’estero, le speculazioni finanziarie non senza un contestuale aumento dell’imposizione su beni di lusso e grandi imprese.

(Trionfo delle forze progressiste in Grecia: il discorso della vittoria di Tsipras)

Riduzione delle spese militari, incentivi alle energie alternative e lotta alla corruzione rappresentano poi ulteriori cardini del programma politico messo nero su bianco nei mesi scorsi da Syriza per il rinnovamento della Grecia.

L’impegno principale del futuro capo del governo di Atene, forte dell’appoggio sulla carta già assicurato dal probabile alleato nazionalista ed euroscettico Panos Kammenos dell’Anel, sarà la rinegoziazione immediata del debito maturato dalla Grecia nei confronti dell’Europa e del Fondo Monetario Internazionale in virtù dei contestatissimi accordi “al rialzo” stipulati negli anni bui della recessione da Papandreou e Samaras, rispettivamente espressione del Pasok e di Nuova Democrazia.

Dopo il giuramento del premier nelle mani del Presidente della Repubblica Karolos Papoulias, l’incarico ad Alexis Tsipras per la formazione di un esecutivo di legislatura a partire da gennaio del 2015 è stato ufficializzato.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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