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Tunisia, proseguono gli scontri. Oggi si parla di altri 5 morti

Continuano gli scontri in Tunisia. La cosiddetta 'guerra del pane', contro la disoccupazione e il carovita, si sta facendo sempre più aspra. Secondo la televisione satellitare Al Jazeera oggi sono morte cinque persone negli scontri in corso a Tunisi tra manifestanti e forze dell'ordine.

La protesta tunisina, il video

Le immagini degli scontri che da giorni si susseguono in Tunisia

A quanto pare le cinque vittime, tra le quali un professore universitario, sono state uccise con colpi di arma da fuoco durante gli scontri tra manifestanti e polizia in corso nel centro della città. I morti di oggi si vanno ad aggiungere alle decine di vittime dei giorni scorsi. Nel tentativo di venire incontro ai cittadini in rivolta, il presidente tunisino Zin el-Abidin Ben Ali ha ordinato il rilascio di tutte le persone arrestate in seguito ai disordini degli ultimi giorni, ha annunciato la nomina di un nuovo ministro dell'Interno, Ahmed Fraa, e ha predisposto la costituzione di una commissione speciale che indaghi sulla corruzione e sui comportamenti di alcuni funzionari pubblici.

Nel frattempo l'Unione Europea ha condannato l'uso della forza da parte della polizia e il portavoce del Dipartimento di Stato americano Mark Toner ha espresso profonda preoccupazione per le 'notizie relative a un eccessivo ricorso del governo tunisino alla forza'.

La situazione in Tunisia si sta facendo di giorno in giorno sempre più preoccupante. In seguito alle manifestazioni contro il carovita e la disoccupazione e alle violenze che ne sono seguite, i sindacati e i gruppi di opposizione hanno deciso di dare vita ad una raffica di scioperi che interesseranno tutto il Paese. I sindacati hanno, inoltre, chiesto la creazione di una commissione d'inchiesta per accertare la verità sulla repressione delle manifestazioni dei giorni scorsi e su alcuni episodi nei quali i poliziotti avrebbero aperto il fuoco sui manifestanti.

Ad essere aggredita oggi a Tunisi anche una troupe del Tg3 impegnata a documentare le proteste. Dalla redazione del Tg3 hanno spiegato: 'I colleghi erano scesi in piazza per seguire una delle manifestazioni, disperse poi dalla polizia con il lancio di lacrimogeni, quando sono stati aggrediti da un gruppo di persone non in divisa. Claudio Rubino è stato colpito e gli è stata strappata la telecamera, Maria Cuffaro è stata spinta a terra, ma entrambi sono riusciti a tornare in albergo. Sembra non sia nulla di grave, anche se ora sono a riposo perché sotto shock'.

Guarda la gallery dedicata a Maria Cuffaro

 (foto © LaPresse)

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