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Turchia, caos sul presidente Erdogan: "Le donne non sono uguali agli uomini. Il loro compito è la maternità"

"Non si possono mettere le donne e gli uomini su un piano di parità", parole di Recep Tayyip Erdogan, dall'agosto scorso presidente della Turchia (paradossalmente votato nelle prime elezioni a suffragio universale diretto), ma in pratica al potere dal 2003 quando fu eletto premier per la prima volta a capo del partito filo-islamico Giustizia e Sviluppo (Akp). Per Erdogan mettere i due sessi su un piano di parità "è contro natura", proprio perché "le loro nature sono differenti".

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Il capo della Repubblica di Turchia ha espresso il suo pensiero a Istanbul, in un convegno dal titolo in questo caso emblematico: "Donne e democrazia". A proposito di diritti, appunto, il presidente ha poi spiegato, cercando di correggere leggermente il tiro delle sue affermazioni: "Non puoi fare lavorare una donna incinta allo stesso modo di un uomo. Non puoi dare gli stessi compiti a un uomo e a una madre che sta allattando suo figlio. Le donne non possono fare qualsiasi lavoro che fa un uomo come accadeva nei regimi comunisti. È contro la loro natura delicata". L'aver trattato il tema della gravidanza non è però un caso: Erdogan infatti, facendo arrabbiare l'ala più liberale del suo schieramento, ha poi ribadito che "la nostra religione (l'Islam) ha dato un compito alla donna: la maternità."

Negli ultimi anni, comunque, il leader dell'Akp si era già messo in mostra per alcune uscite anti-femministe, affermando che le donne dovrebbero partorire almeno tre figli, e provando inoltre a trasformare in reati sia l'aborto che l'adulterio.

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