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Libia, la Nato lancia l'ultimatum

Nato ed Onu hanno fatto sentire la loro voce e hanno lanciato un avvertimento al leader libico Muammar Gheddafi. Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha detto: 'Se Gheddafi e il suo regime continueranno ad attaccare la popolazione civile, non posso immaginare che la comunità internazionale e l'Onu rimangano a guardare'. E ancora: 'Noi condanniamo l'uso della forza contro la popolazione. Non abbiamo alcuna intenzione di intervenire in Libia, ma ci stiamo preparando ad ogni eventualità'. Rasmussen ha poi sottolineato che gli attacchi contro la popolazione civile in Libia possono essere considerati 'crimini contro l'umanità'.

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Basta attacchi, dunque, altrimenti potrebbe prender vita l'ipotesi dell'intervento militare. Nel frattempo fonti diplomatiche dell'Onu hanno fatto sapere che Gran Bretagna e Francia stanno lavorando a una mozione per avere il via libera dal Consiglio di sicurezza per l'istituzione di una no fly zone. Contrario a qualsiasi tipo di missione militare internazionale in Libia è, invece, il governo di Mosca. Intanto nel Paese nordafricano, per l'esattezza a Misurata, Ben Jawad e Ras Lanuf, continuano gli scontri e i bombardamenti.

I video di Muammar Gheddafi e degli scontri in Libia

Alle Nazione Unite è arrivata una richiesta di intervento per proteggere il popolo libico da parte dei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo che hanno anche chiesto l'imposizione della no fly zone sulla Libia da parte dell'Onu. Dagli Stati Uniti il presidente Barack Obama ha confermato che la Nato sta prendendo in considerazione l'opzione militare in Libia. Il segretario delle Difesa Usa, Robert Gates, ha tuttavia precisato che qualsiasi intervento militare nel Paese nordafricano dovrà avere il via libera internazionale.

Anche il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon si è fatto avanti per chiedere a Gheddafi di porre fine agli 'attacchi indiscriminati' e ha avvertito Tripoli che chi viola il diritto internazionale verrà processato. Secondo quanto reso noto, inoltre, Ban Ki-moon ha nominato l'ex ministro degli Esteri giordano, Abdelilah Al-Khatib, inviato speciale in Libia 'per condurre consultazioni urgenti con le autorità a Tripoli e nella regione sull'attuale situazione umanitaria'.

Mentre la comunità internazionale sta facendo sentire la propria voce, in Libia il regime di Gheddafi sta cercando di riprendere il controllo del Paese con raid aerei contro i ribelli e con manifestazioni a Tripoli. Quel che sembra certo è che il leader libico non intende cedere e lasciare il Paese. E' arrivata la smentita, tramite la televisione di stato, di quanto riferito ieri da al Jazeera e da altri due giornali arabi, ossia che Gheddafi avrebbe proposto al Consiglio Nazionale ribelle il suo esilio in cambio delle garanzie di immunità per lui stesso e per la sua famiglia, inviando un proprio negoziatore a Bengasi e ponendo come condizione il trasferimento dei poteri al Parlamento libico.

 (foto © LaPresse)

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