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Umberto Bossi fa il 'dito medio' e il cantante lo denuncia

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Il cantante salentino Alessandro Pelagalli ha partecipato domenica sera a una festa della Lega Nord, a Besozzo, durante la quale ha pensato di intonare un brano dedicato all'Unità d'Italia, una scelta non gradita al popolo leghista, soprattutto al leader del Carroccio Umberto Bossi che ha risposto con il suo ormai ben noto 'dito medio'. Un gesto che non è stato affatto gradito dal cantante salentino, il quale ha deciso di denunciare il Senatùr, il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, il senatore Fabio Rizzi e il consigliere regionale Giangiacomo Longoni.

Umberto Bossi e il 'dito medio' alla festa della Lega Nord a Besozzo, il video

Al quotidiano La Repubblica il cantante ha spiegato: 'Ho letto su alcuni giornali che sarebbe stata una reazione divertente a una mia provocazione. Tengo a precisare che io non sapevo quando Bossi e Calderoli sarebbero saliti sul palco perché gli organizzatori mi hanno detto di non preoccuparmene. Non è certo colpa mia se hanno scelto proprio la canzone Bianco, rosso e verde, che avevo inserito in scaletta per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia, per fare il loro ingresso'.

E ancora: 'Reagendo in quel modo mi hanno offeso come cittadino italiano e anche come professionista, di fronte a una platea di mille persone, tutte favorevoli a loro. Però un particolare divertente in effetti c'è. Poco dopo il fattaccio, una signora mi ha chiesto una tarantella. Mi ha sorpreso, dato che quando suono alle feste padane elimino tutti i brani che possano in qualche modo richiamare il sud. Così, per evitare di scaldare inutilmente gli animi, ho chiesto quanti meridionali fossero presenti: hanno alzato la mano tre quarti degli spettatori. E hanno tutti ballato e applaudito le canzoni napoletane e quelle in dialetto leccese'.

Il cantante salentino ha spiegato che non sapeva di doversi esibire a una festa leghista e di averlo capito solo una volta arrivato, vedendo lo stand per la raccolta di firme per il trasferimento dei ministeri al Nord.

Pelagalli, 27 anni, originario di Gagliano del Capo, in provincia di Lecce, ma residente nel Milanese da due anni e mezzo, ha raccontato che il tutto è accaduto non appena ha intonato le parole 'Italia del tricolore, elevo al cielo la tua bandiera' e ha sottolineato il suo stupore per il fatto che a reagire in quel modo siano stati proprio due ministri della Repubblica italiana. Così ha deciso di non lasciar passare in sordina l'episodio e ha consultato una sentenza della Cassazione scoprendo che mostrare il dito medio può essere considerato reato.

All'Agi il cantante ha spiegato di aver deciso di presentare querela, in qualità di cittadino offeso, al di là di qualsiasi idea politica. Pelagalli ha poi detto che gli sarebbero bastate delle scuse, che le avrebbe accettate, ma visto che non sono arrivate può solo immaginare che i leghisti fossero convinti del loro gesto. Il cantante salentino ha poi negato che da parte sua ci sia stata una provocazione e ha spiegato: 'Ho sostituito un'amica che non poteva cantare, sapevo di questo impegno da più di un mese, anche se non sapevo si trattasse di una Festa della Lega Nord. Quando sono arrivato là, ho capito che ci sarebbe stato un comizio, ma non era ben chiaro a che ora fosse, così ho deciso, insieme all'organizzatore, di cominciare a cantare, in attesa dell'arrivo dei politici. Mi sono limitato a eseguire il mio repertorio, nel quale c'è anche 'Bianco, rosso e verde''.

E ancora: 'Non è stata una provocazione. Se avessi voluto provocare, avrei cantato in dialetto pugliese. Nella scaletta ho mantenuto quella canzone, che eseguo sempre in omaggio alla ricorrenza dei 150 anni dell'Unità d'Italia: pensavo che facesse piacere a un ministro della Repubblica italiana'.

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