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Umberto Bossi fonda un nuovo partito. Scissione dalla Lega Nord? Il Senatùr smentisce

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Al raduno di Pontida del 7 aprile scorso, un appuntamento classico per i leghisti, era salito sul palco smentendo le divisioni e inneggiando all'unità del Carroccio. In realtà, secondo l'Ansa, Umberto Bossi era già pronto a fondare un altro soggetto politico: un nuovo partito, il cui atto di nascita è stato già depositato presso un notaio dallo stesso Bossi, accompagnato dalla moglie Manuela e da alcuni fedelissimi.

Lega Nord raduno a Pontida, Bossi e Maroni: "Niente rottura"

A scatenare la rottura è la possibile espulsione di alcuni ex dirigenti vicini al Senatùr, fra i quali Marco Reguzzoni, ex capogruppo alla Camera. Nei giorni scorsi era stato Il Fatto Quotidiano ad anticipare che l’atto fondativo del nuovo partito di Bossi era già stato depositato dall'ex senatore Giuseppe Leoni, che aveva commentato: "Aspettiamo il raduno storico del 7 aprile, ma serve un nuovo contenitore".

Oggi la conferma è arrivata dall'Ansa. Un gesto interpretato come il primo passo verso la scissione dalla nuova Lega guidata da Maroni, anche se il diretto interessato ha smentito seccamente attraverso un'altra agenzia di stampa, l'Agi: "Resto, non ho mai pensato ad un altro partito", ha dichiarato. E a chi ha chiesto se resterà nella Lega, il Senatùr ha risposto: "Sì. Non metterei mai in gioco mia moglie in queste cose qui. Si sono confusi con il giornale di cultura e identità creato da Giuseppe Leoni". Solo un giornale dunque, non un nuovo partito. Eppure la drammatica crisi interna è parsa evidente proprio ieri, quando Bossi aveva minacciato di lasciare il movimento se non fossero stati ritirati i provvedimenti disciplinari in corso: "Questi sono un po' matti - aveva detto il Senatur rispondendo sul caso Reguzzoni - Alla fine non resterò lì neppure io se va avanti così".

Umberto Bossi ha fondato la Lega Lombarda il 12 aprile 1984, ne è rimasto il segretario e leader fino allo scorso anno, quando gli scandali che hannno coinvolto il partito hanno imposto un cambio di guardia. Le inchieste sui fondi neri e l'utlizzo dei rimborsi pubblici della Lega, che hanno coinvolto il tesoriere Belsito ed altri esponenti del partito (tra cui lo stesso Bossi, indagato per truffa i danni dello Stato), hanno spianato la strada alla leadership di Maroni, che non è stata priva di contestazioni: proprio nell'ultimo raduno di Pontida, un gruppo di militanti aveva mostrato striscioni dedicati al Senatùr al grido di "Bossi, la Lega sei tu".

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