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Umberto Bossi insulta Cécile Kyenge: "Non è la Lega, ma l'Italia che ne ha pieni i c..."

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Il ministro dell'Integrazione Cécile Kyenge è ancora nel mirino della Lega Nord. Alle polemiche con Roberto Maroni per la mancata presa di posizione pubblica dopo gli insulti di esponenti leghisti, erano seguite le scuse del sindaco di Verona Flavio Tosi, durante un incontro col ministro sui temi dell'integrazione. Ma a riaccendere la polemica ci ha pensato Umberto Bossi: il Presidente ed ex segretario del Carrocio si è scagliato contro il ministro durante un comizio ad Arcore.

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Dopo che in un altro comizio dal Bresciano, venerdì, aveva ripescato la metafora dei fucili tanto cara alla Lega ("presto serviranno le armi della Valtrompia"), Bossi è tornato a parlare di immigrazione. Singolare la premessa del Senatùr, che ha esordito sull'argomento precisando di essere "assolutamente contro gli insulti". Poi però sulla ministra non si è risparmiato: "dicono che è la solita Lega razzista, in realtà è tutto il Paese che ne ha pieni i coglioni del ministro Kyenge (...) Io sono contrarissimo agli insulti, si può ragionare, ma bisogna anche dire la verità".

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Nel suo comizio Bossi ha sottolineato come il tema dello Ius soli, l'attribuzione della cittadinanza a chi nasce in territorio italiano anche da genitori stranieri, sia il vero terreno di scontro per la Lega Nord. E lo ha fatto tirando in ballo il ministro dell'Interno Angelino Alfano, che avrebbe rassicurato Bossi sul mantenimento della legge sull'immigrazione che porta il suo nome: "Ho chiesto in Aula al ministro Alfano se era vero che il Governo vuole cambiare la Bossi-Fini. E lui mi ha detto 'Sono io il ministro dell'Interno, Cécile Kyenge può dire quello che vuole ma io non ho alcuna intenzione di toccare la legge Bossi-Fini'".

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Lo stesso Bossi, peraltro, solo qualche giorno prima aveva espresso parole di rispetto per Cecile Kyenge intervistato da un inviato del programma In onda: il Senatùr si era detto dispiaciuto dei tanti insulti ricevuti dalla Ministra e pronto a stringerle la mano. L'attacco alla Kyenge arriva nel giorno in cui sono stati ritrovati i cadaveri di sei persone sulla spiaggia di Catania, morte mentre cercavano di raggiungere terra. L'ennesima strage di migranti, un viaggio della speranza trasformatosi in tragedia, che non ha mancato di sollevare polemiche: "La coscienza sporca ce l’hanno quei buonisti che fanno pensare a questa povera gente che in Italia ci siano posto, lavoro, futuro e speranza per tutti. Vergogna. L'unica cosa utile da fare è aiutarli a casa loro" ha scritto il vicepresidente della Lega Matteo Salvini su Facebook.

Dal palco del suo comizio, Bossi ha anche annunciato che la Lega si prepara per il dopo-governo Letta ("Maroni mi ha detto che vuole fare il congresso entro la fine dell'anno"), ma "non si va a elezioni domani o dopodomani", forse "dalla primavera" prossima, visto che "il governo sta in piedi, perchè non c'è nessuno che abbia la forza di buttarlo giù, nemmeno Berlusconi". E a proposito del Cavaliere, l'alleato Bossi ha commentato così la sentenza di condanna definitiva in Cassazione: "La magistratura fa una serie di errori, che non paga mai, e non va bene". Bossi cita anche l'ex leader del Psi Bettino Craxi che "non applicò il referendum per dare maggiore responsabilità ai magistrati, e si ritrovò fuori dal Parlamento (...) un po' come Berlusconi", anche se il leader Pdl, secondo il Senatùr, "non è finito".

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