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Unicredit, Profumo verso le dimissioni

Oggi si decide il suo futuro. Quello di Alessandro Profumo, Amministratore Delegato Unicredit Group, mentre la vicenda si fa sempre più complessa.

La decisione potrebbe essere comunicata al Cda convocato alle 18 - l'ordine del giorno: 'Determinazioni inerenti l'amministrazione e la direzione della banca e rapporti con il top management' - e le deleghe passerebbero così al presidente Dieter Rampl. Ipotesi, certo, tutta da confermare. In un momento delicato come questo occorrerebbe in realtà un uomo sopra le parti, con alle spalle la gestione di società complesse come Unicredit. Ma il tempo stringe e la soluzione di transizione con Rampl appare l'unica via di uscita.

Profumo, un uomo nel mirino dei soci per l'operazione con cui, all'insaputa del presidente Rampl, i libici hanno rafforzato la loro presenza nel capitale. E al banchiere, oltre alla mancata comunicazione di questi movimenti e a un eccesso di autonomia, sarebbero imputati i risultati economici al di sotto delle attese e la perdita di valore del titolo. Dopo 13 anni, dunque, oggi potrebbe esserci l'addio mentre Profumo si sfoga. 'La verità è che sono un personaggio scomodo, non faccio parte del sistema, ho rifiutato la Telecom quando al governo c'era il centro-sinistra, ho sbattuto la porta dal cda Rcs'.

L'avanzata del governo libico però è realtà. Tripoli ha fatto realmente un'ulteriore passo avanti tant'è che la Lybian investment authority ha portato la sua partecipazione in Unicredit al 2,594% lo scorso 31 agosto. La conferma è giunta dalla Consob.

Insomma, è tutta una questione di numeri. Con l'incremento della partecipazione della Lia, infatti, la quota di Unicredit in portafoglio agli investitori di Tripoli sale complessivamente al 7,58%. Nel dettaglio, gli azionisti libici presenti nel capitale UniCredit sono Central Bank of Lybia con il 4,988% e Lia (Lybian Investment Authority) con il 2,594%. Il nodo da sciogliere è se i due soggetti siano indipendenti l'uno dall'altro o collegati. A questo punto scatterebbe il limite statutario al diritto di voto in assemblea del 5%.

In una nota, comunque, la Central Bank of Lybia ha fatto sapere di essere un'istituzione indipendente e che le operazioni sono decise dal board, oltre a dichiararsi estremamente soddisfatta dell'investimento in Unicredit.

Intanto non mancano i sostenitori di Profumo che, in questo momento di difficoltà, ricordano: 'Ha creato un colosso in 22 paesi d'Europa, è un vero gigante del credito'. Non a caso, Alessandro il Grande.

(foto © LaPresse)

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