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Unità d'Italia, Lega assente e Berlusconi contestato

Sono stati solo cinque gli esponenti della Lega che hanno preso parte alla seduta congiunta delle Camere a Montecitorio per la celebrazione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, nel corso della quale si è tenuto il discorso del presidente delle Repubblica Giorgio Napolitano. Presenti in aula i ministri Umberto Bossi, Roberto Maroni, il sottosegretario all'Interno Michelino Davico, il sottosegretario all'Economia Sonia Viale e Sebastiano Fogliato, della commissione Agricoltura di Montecitorio.

E la loro partecipazione non è stata delle più calorose. Quando il Capo dello Stato ha parlato di 'Patria una' si è sollevato un fragoroso applauso al quale non hanno preso parte gli esponenti del Carroccio. Primo tra tutti proprio il leader Umberto Bossi. E anche quando è partito l'Inno di Mameli, intonato in un primo momento dai deputati del Pd e poi diffusosi tra tutti i presenti, Bossi non ha aperto bocca. Insomma, la Lega ha tenuto fede alle sue idee. Una corrente politica che lotta per il federalismo con difficoltà riesce ad apprezzare in pieno parole che rimandano ad una sola patria.

E nel suo discorso Napolitano ha parlato anche di federalismo, sottolineando: 'Oggi dell'unificazione celebriamo l'anniversario vedendo l'attenzione pubblica rivolta a verificare le condizioni alle quali un'evoluzione in senso federalistico, e non solo nel campo finanziario, potrà garantire maggiore autonomia e responsabilità alle istituzioni regionali e locali rinnovando e rafforzando le basi dell'unità nazionale. E' tale rafforzamento, e non il suo contrario, l'autentico fine da perseguire'. Il discorso del presidente della Repubblica Napolitano è stato pronunciato in un Aula gremita, dove spiccavano alta le bandiere dell'Italia. E tra i presenti in molti hanno indossato qualcosa che si riferisse proprio al nostro tricolore.

Ma la giornata è stata contraddistinta anche da alcune contestazioni, una delle quali ha visto protagonista proprio il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il premier ha accompagnato il Capo dello Stato nelle diverse tappe romane in programma e proprio durante alcune di queste tappe è stato sonoramente contestato.

Il video delle contestazioni a Berlusconi

Al Gianicolo, dove il Capo dello Stato ha eseguito 21 salve di cannone, ha scoperto il monumento equestre di Anita Garibaldi e Giuseppe Garibaldi e ha inaugurato il nuovo Parco degli Eroi, contro il presidente del Consiglio è stato gridato: 'Buffone'. Poi è stata la volta del Museo della Repubblica romana, dove ad accogliere il premier si è levato un coro di 'dimettiti, dimettiti' che, pochi minuti più tardi, all'arrivo di Napolitano ha lasciato il passo a fragorosi applausi.

Insomma, qualche nota dolente in una giornata di celebrazioni c'è stata. Ma Berlusconi non ha voluto lasciare alcun commento. Ai giornalisti ha detto: 'Oggi non rilascio dichiarazioni. Le lasciamo fare al Presidente della Repubblica'.

 (foto © LaPresse)

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