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Uova, pomodori e mortadella per Ferrara a Bologna

Almeno un migliaio i contestatori che si sono riversati ieri in Piazza Maggiore a Bologna impedendo l'inizio del comizio elettorale di Giuliano Ferrara, candidato premier con la lista "Aborto? No grazie". "Buffone", "Scemo", "Via da Bologna". Questo gridavano i presenti, la maggior parte giovani, ragazzi e ragazze che con fischietti e striscioni cercano di ostacolare la manifestazione. La piazza è stata poi blindata ai lati con transenne e agenti in tenuta antisommossa. In piazza Re Enzo un centinaio di manifestanti ha organizzato un picchetto alternativo a quello di Ferrara. Le contestazioni di ieri erano già state ampiamente annunciate.

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"Domani finirete su tutti i giornali". E ancora, "avete contestato il comizio ma non siete a riusciti a impedirci di parlare a Bologna". Così Giuliano Ferrara ha poi chiuso il comizio elettorale con momenti di forte tensione. La polizia è stata costretta ad arginare alcuni manifestanti che in certi momenti hanno tentato di sfondare il muro umano e di raggiungere il palco, contro il quale venivano lanciati oltre a pomodori e cubetti di mortadella, anche uova e bottiglie d'acqua.

"La contestazione sprezzante e con componenti violente a Giuliano Ferrara, a cui rivolgo tutta la mia solidarietà umana e politica per l'aggressione, è del tutto ingiustificabile. Una contestazione che va censurata, senza riferimenti agli anni di piombo". Così il leader di Sinistra arcobaleno, Fausto Bertinotti, esprime solidarietà al promotore della lista pro life, spiegando che la violenza "non è mai giustificata".

inaccettabile che una piazza venga trasformata nel luogo dell'intolleranza". Così il sindaco di Bologna Sergio Cofferati commenta la reazione dei ragazzi dei centri sociali della città che hanno contestato duramente Ferrara, fino a costringerlo a rinunciare e ad allontanarsi, scortato dalla polizia. "Tutti devono essere in condizione di poter sostenere pubblicamente le proprie tesi e le proprie opinioni - aggiunge Cofferati - e a nessuno deve essere impedito di parlare". "Trasformare la campagna elettorale da confronto tra le idee in scontro è una responsabità grave che si assumono tutti coloro che praticano intolleranza" ha poi rimarcato il primo cittadino.

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