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Valentina Vezzali ministro dello sport? Petizione per opporsi: già 25 mila firme. Lei: "Li rispetto ma siamo 60 milioni"

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Valentina Vezzali nuovo Ministro dello Sport? La voce circola da qualche settimana, Renzi potrebbe prendere questa decisione anche per rafforzare la candidatura di Roma 2024. C'è però chi non ha preso per nulla bene quest'idea e ha scelto la piattaforma Change.org per realizzare una petizione che ha per titolo "No alla Vezzali come Ministra dello Sport". Dal 18 luglio ad oggi ha superato le 25 mila firme e anche l'hashtag #vezzalinograzie ha portato ad una marea di commenti negativi.

La Vezzali è l'atleta azzurra più medagliata, la schermitrice più grande della storia e se i fan sul suo percorso sportivo sono numerosi la situazione sembra essere molto diversa sul piano politico. Era il 25 febbraio 2013 quando fu eletta alla Camera dei Deputati con Scelta Civica e da pochi giorni è diventata vicepresidente del suo partito. La petizione è stata lanciata da Patrizia Panìco, una calciatrice italiana della Nazionale, che non ha gradito certi atteggiamenti della Vezzali: "Non mi sembra di ricordare mai un suo intervento a sostegno delle nostre battaglie contro le discriminazioni".

Valentina Vezzali eletta alla Camera nel 2013

Intervistata del Corriere della Sera la Vezzali ha commentato l'indiscrezione e l'esistenza di questa petizione: "Per ora non ho ricevuto alcuna telefonata e, semmai la riceverò, solo allora valuterò il da farsi. Certo, Roma 2024 sarebbe un bel sogno da realizzare. La petizione fa male, secondo me, a tutto il mondo sportivo. E alle atlete donne in particolare. Ma siamo in democrazia e ognuno è libero di pensarla come vuole. Sono 25 mila quelli che hanno sottoscritto l’appello? E va bene, li rispetto, ma in Italia siamo 60 milioni".

La Panìco ricorda l'episodio con Berlusconi a Porta a Porta ("Da Lei, Presidente, mi farei "toccare") e la Vezzali si infuria: "Forse fui ingenua, ma non c’era niente di male, nel fioretto “toccare” significa “colpire”, lo sanno tutti, se avessi fatto danza magari avrei detto a Berlusconi “facciamo due passi”. Sono solo strumentalizzazioni. E poi Patrizia Panìco io non la conosco, ma poteva anche documentarsi prima di prendere l’iniziativa".

La schermitrice poi risponde alle accuse di non essersi esposta dopo le parole di Belloli che aveva dichiarato "Basta dare soldi a quattro lesbiche" parlando del calcio femminile: "Non è vero basta cliccare sulla mia pagina Facebook per trovare ciò che dichiarai. Ma mi sono anche battuta per le ragazze del rugby, discriminate economicamente rispetto ai maschi. E poi per difendere la maternità delle atlete e il loro diritto ad avere una pensione. Tutto sta agli atti. La Panìco mi accusa pure di essere una strenua sostenitrice della famiglia naturale, quella formata da un uomo e una donna. Ebbene sì, io amo mio marito Domenico, che l’anno prossimo allenerà la squadra di calcio femminile della Jesina in serie B (e non sono per niente gelosa!). Ma credo soprattutto nell’amore e se due persone dello stesso sesso si vogliono bene, questa è la cosa più bella del mondo. Io sono a favore delle unioni civili". La protesta bloccherà la nomina della Vezzali o Renzi proseguirà dritto per la sua strada?

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