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Valter Lavitola torna in Italia e si costituisce

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Valter Lavitola si è costituito. E' tornato in Italia con un volo Alitalia proveniente da Buenos Aires, dove era latitante dal settembre 2011. Ad attenderlo decine di uomini delle forze dell'ordine e numerossissimi giornalisti.

L'ex direttore dell'Avanti, sospeso dall'Ordine dei Giornalisti, è stato condotto nel carcere napoletano di Poggioreale. Sui di lui pendono numerose accuse:

- Induzione a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria, in merito a falsità raccontate dall'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini ai magistrati baresi che indagavano sulle escort condotte nelle residenze estive dell'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (estate 2008).

- Estorsione ai danni di Berlusconi, insieme a Tarantini (caso escort).

- Corruzione internazionale per presunte tangenti a politici panamensi per la realizzazione di carceri

- Rivelazioni di segreto di ufficio e corruzione nell'ambito dell'indagine P4.

- Frode fiscale per contributi pubblici del valore di 23 milioni percepiti dal quotidiano l'Avanti.

- Corruzione, all'interno di un'indagine relativa a Finmeccanica.

"Torno perchè non ne posso più. Sono preoccupato di andare in prigione, ma non sono un delinquente e voglio chiarire la mia posizione". Aveva dichiarato il "faccendiere" a poche ore dal rientro in Italia. "Non me ne frega niente se sono coinvolto in tante inchieste. Voglio tornare. Ma ho paura di andare in carcere. Perchè, tu non avresti paura?"

"Non voglio essere scortese. Torno per parlare, ma non con i giornalisti". Poi si defila, paventando però l'ipotesi di un suo futuro imprenditoriale in Patagonia nel settore ittico.

L'INTERVISTA INTEGRALE A LAVITOLA LATITANTE

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