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Veltroni a Torino: le reazioni della Politica

Le reazioni al discorso di Walter Veltroni a Torino non si sono fatte attendere.
Ecco come il mondo politico ha commentato le parole del futuro leader del PD.



LA MAGGIORANZA:


Romano Prodi
«Complimenti e grazie.[...] Condivido la visione aperta e la descrizione di quello che sarà il Partito Democratico e ho apprezzato il richiamo di Veltroni alle opportunità per i giovani, alla voglia di riscoprire i valori della bella politica»

Fassino (DS)
«Un discorso molto forte, un discorso di un leader politico che ha parlato all’Italia e agli italiani, un discorso che dimostra come il Partito democratico possa essere lo strumento per restituire a questo Paese speranza e fiducia».
Ancora: «Un discorso che dimostra come il Partito democratico voglia essere lo strumento con cui affermare innovazione, riforme e cambiamento; restituire certezze ai tanti che oggi nella loro vita certezze non ne hanno a partire dai giovani. [...]E' un leader che sa bene interpretare le ansie e le aspettative degli italiani. Direi che il discorso che ha fatto, il tono e i contenuti che ha proposto, il respiro, la visione che ci ha dato, ci dice che il Partito Democratico può essere davvero lo strumento per un’Italia nuova».

Mastella (UDEUR):
«Ho grande rispetto per Veltroni ma la nostra strada è un pò diversa. Noi non entreremo nel Partito democratico»
Ammonisce: «Senza il centro che sia punto di riferimento si perde in tutta Italia [...] l’impalcatura del centrosinistra regge se ha tre aree, la sinistra, quella veltroniana-democratica e la nostra.
Senza la nostra non vince. La sinistra perde ovunque in tutta Europa ed è costretta a fare accordi con il centro. Ha perso rovinosamente in Francia e anche il Labour arranca dopo i primi effetti del cambiamento».
Conclude: «L’idea della redistribuzione dei redditi non regge. Oggi bisogna puntare sullo sviluppo della società. L’idea dell’intervento dello Stato per riequilibrare è superata».

Di Pietro (IDV):
«Guardo con rispetto alla nascita del Pd ma prima di salire sul carro bisogna sapere come e con chi Veltroni intende realizzare le belle intenzioni espresse. Le stesse cose erano e sono scritte nel programma dell'Unione. [...] Veltroni dovrebbe chiarire come intende procedere in un percorso spesso ostacolato da una sinistra massimalista, o se pensa di andare avanti in maniera diversa».

Giordano (RC):
«Il discorso di Veltroni è quello di un leader autorevole per il Partito Democratico, un partito che dal nostro punto di vista ha il profilo di una forza moderata. Se Veltroni vuole conquistare anche la leadership dell'Unione, dovrà confrontarsi con le culture e i programmi delle sinistre, all'interno di un grande percorso di partecipazione democratica».
Le differenze: «Mi pare evidente anche da quanto ascoltato oggi che le differenze tra le sinistre
e il PD ci sono e rimangono».

L'OPPOSIZIONE

Berlusconi (FI):
«Un compitino, pieno di buone intenzioni ma che dimostra che tra le cose che vorrebbe fare e quelle che farà c’è un’insanabile discrasia. [...] Anche lui come Prodi sarà ostaggio della sinistra estrema che ricatta l’Esecutivo e che è il 30%».
Il compitino copiato: «Al di là delle buone intenzioni è stato un compitino che addirittura riprende molte nostre riforme. Veltroni si è limitato a leggere, senza citarle le 281 pagine del programma dell’Unione [...] che in pochi mesi Prodi ha gettato nel cestino».

Ronchi (AN):
«"Il libro dei sogni di Veltroni" si scontrerà inesorabilmente con la natura della sua coalizione. I temi toccati nel suo discorso, la riduzione delle tasse, la sicurezza dei cittadini, la lotta alla precarietà, la modernizzazione dello Stato, non sono nelle corde del centrosinistra che in questo anno di governo, al di là di chi lo ha guidato, ha creato soltanto gravissimi danni al nostro Paese».

Mussolini (AS):
«Un discorso in italiano forbito non basta né a fare un leader che tale non potrà mai essere né a costruire un progetto politico che non esiste. [...] Al di là del clamoroso battage pubblicitario da Veltroni nulla di nuovo: anzi viene il dubbio che si tratti di uno scherzo per prendere in giro gli italiani! E' il vecchio che avanza, prima Dc-Pci, poi Margherita-Ds, ora Pd: stessi intrighi, stesse facce, stesse nomenklature, stessa gentaglia».

Schifani (FI):
«Un film già visto. Nel discorso di Veltroni al Lingotto di Torino, fatto di tante ovvietà e impregnato di facile buonismo, sembra di rivedere l’immagine sbiadita del Prodi candidato leader, con il sonoro gracchiante delle buone intenzioni cancellate dal tempo. Abbiamo scoperto oggi quello che già sapevamo: le posizioni di Veltroni, pur con qualche retaggio di comunismo che richiama le sue origini, sono comunque inconciliabili con quelle della sinistra radicale. Così come Prodi ha di fatto tradito il suo impegno con gli elettori, la stessa cosa accadrebbe anche per Veltroni e per gli obiettivi che ha enunciato oggi a Torino».

Rotondi (FI-DCMA):
La voce fuori dal coro: «Sbaglia la Cdl se attacca Veltroni. Intanto lui viene eletto capo di un partito non candidato premier: chi dice che un giorno sarà nostro avversario e non alleato di governo? Certo, è più probabile che Veltroni sia lo sfidante di Berlusconi: tra due uomini d’immagine come Silvio e Walter nello scontro sicuramente perde chi aggredisce di più. Quindi agli amici della CdL dico: se volete bene a Silvio misurate le parole»


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