Excite

Veltroni alla Festa dell'Unità di Roma

Il giorno in cui il Senato, con 171 voti favorevoli, 128 contrari e 6 astenuti, ha dato il via libera definitivo al lodo Alfano, è stato anche quello di Walter Veltroni alla Festa dell'Unità di Roma. Il leader del Partito Democratico, intervistato dal direttore del Tg1 Gianni Riotta, ha detto la sua su alleanze future, sconfitta elettorale, federalismo fiscale, Lega Nord, inno nazionale (che ha accompagnato l'arrivo di veltroni sul palco), e correnti PD. Vediamo i punti salienti divisi per temi chiave:
Commenta la news

LEGA NORD: "Se si pensa al federalismo, si tende a pensare ad alleanze con la Lega. Le alleanze politiche con la Lega non si possono nè devono fare, mentre altro è discutere del federalismo, che non è interesse della Lega, ma qualcosa per cui noi abbiamo lavorato per un decennio. Non possiamo fare né dobbiamo fare mai un'alleanza con chi ha quelle posizioni sui simboli dell'unità nazionale, sugli immigrati, sull'Europa.Il dialogo - ha spiegato Veltroni - a me fa l'effetto della corazzata Potemkin per Paolo Villaggio. È qualcosa che sta diventando non utile da affrontare. Il dialogo è finito quando Berlusconi ha finito per usare la legislatura come aveva fatto per le altre quattro". Ma, ha aggiunto il leader del Pd, "le riforme non sono interesse di Berlusconi, ma interesse del paese al quale noi guardiamo".

ALLEANZE PD: "Non ho alcuna idea di autosufficienza, ma penso che in futuro le alleanze si faranno a tutti i livelli solo su base programmatica. Non ci serve il risultato alle elezioni - afferma Veltroni - ma la possibilità di cambiare il paese e per questo io penso ad un grande baricentro riformista che è il Pd e la costruzione di un sistema di alleanze che possa diventare maggioranza nel paese".

MANIFESTAZIONE DI OTTOBRE: "Non voglio fare previsioni negative ma temo un settembre drammatico ed è per questo che ho pensato di fare la più grande manifestazione di opposizione riformista per saldare la battaglia per i principi costituzionali ai problemi sociali che affliggono il Paese. Dobbiamo fare una grande campagna di verità perchè nel 2013, quando loro staranno per andare via, l'inflazione sarà al 42,9%. Io oggi ho preso in modo inusuale la parola su un ordine del giorno contro i tagli per la sicurezza. Berlusconi - ha concluso Veltroni - con i mezzi di comunicazione può prendere in giro tutti ma non le Forze dell'ordine".

DOSSIER TELECOM: "Solo chi non conosce Fassino e Nicola Rossi può pensare cose del genere. Ma c'è chi l'ha fatto e questo per un male delle istituzioni e della politica tipico di una democrazia in crisi". Così il leader del Pd, Walter Veltroni, difende i due dirigenti Democratici finiti nelle conversazioni dell'ex capo della sicurezza di Telecom, Giuliano Tavaroli. "L'Italia - afferma Veltroni - deve avere un bilanciamento di poteri. Serve un'operazione di trasparenza delle istituzioni, che devono essere come una casa di vetro".

CORRENTI E FONDAZIONI: "Adesso pensiamo un pò a noi, al Pd. Mi va benissimo che ci siano le correnti, le fondazioni e le associazioni ma a una sola condizione: che il partito sia uno solo".

SCONFITTA ELETTORALE: "Non è vero lo slogan 'Piazze piene, urne vuotE', alle urne il 34% ha votato per il Pd. Certo, abbiamo perso la sfida per il governo del paese, ma non è che ci fossero molti disposti a scommettere su di noi per le ragioni interne, ma anche per un vento di destra che spira in Europa. In campagna elettorale - sostiene Veltroni - abbiamo recuperato quasi dieci punti e questo ci dice che possiamo continuare ad espanderci, essendo noi stessi cioè partito aperto nato dalle primarie e non un altro partito". Poi una dovuta parentesi sul caso Rutelli-Roma: "Io ho lasciato Roma quando avevo il 61% dei consensi e anche Francesco aveva un consenso elevatissimo, ma si è presentato al ballottaggio quando il clima era assolutamente cambiato. Si è perso - sostiene Veltroni - perchè il clima era cambiato. Dare la responsabilità a Rutelli o all'Amministrazione precedente si può fare per comodità, ma non corrisponde alla realtà dei fatti".

IL MILITANTE: Infine botta e risposta tra il segretario del Pd e un militante. Veltroni stava spiegando che per vincere "è necessario erodere i consensi che per 15 anni hanno portato il Centrodestra ad essere la maggioranza" e dalla platea si è levato un militante che ha gridato: "È per il conflitto di interessi". Veltroni ha replicato: "È una motivazione, ma le cose non sono così semplici".

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016